Il mister e il capitano ancora trascinatori

di Redazione, @forzaroma

(Il Messaggero – Curva Sud – P.Liguori) – Zeman e Totti, quattordici anni fa erano il Boemo e il Pupone. Oggi sono il Maestro e il Capitano. I due grandi «vecchi» tengono per mano la Roma. Si vede, si sente: è un momento magico per la costruzione della squadra del futuro. L’allenatore prepara e insegna, il capitano tira la carretta e costruisce morale in campo. I giovanissimi imparano, prendono posizione e costruiscono l’ossatura dei prossimi anni.Gli altri, già forti ma non ancora abbastanza carismatici, si inseriscono e si adeguano. È un bellissimo momento di costruzione da osservare. La Roma di domani cresce sotto i nostri occhi. Il carattere di sempre è garantito dalla strana coppia che guida in panchina e in campo. Fateci caso: i nemici della Roma hanno capito benissimo e li avrebbero voluti pensionare già da qualche anno. Totti è finito e rinato almeno tre o quattro volte nelle chiacchiere di commentatori e specialisti. Da anni vengo affrontato da qualcuno che con la faccia furba mi fa: «certo, che voi avete un bel problema con Totti».

 

Proprio un bel problema, ma per gli avversari. Ora tutti parlano del miracolo del suo gioco attuale, ma noi ricordiamo bene di averlo visto fare sempre cose straordinarie.  Per anni, raramente e’ stato mediocre, male non ha giocato mai, a meno che non fosse infortunato. Vale mezzo biglietto sempre. E Zeman? È vecchio, hanno sentenziato gli juventini a Sky. Il suo calcio non funziona più, va bene solo in provincia. Una campagna intimidatoria e vendicativa: Zeman costruisce mentalità e schemi, lascia in campo molta più libertà di altri, purché si corra sempre contro la porta avversaria. Il suo orizzonte è ampio, non sappiamo quali saranno i risultati a maggio, siamo certi che getterà le basi in un triennio per la Roma che sarà forte anche dopo di lui e il Capitano[…]

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