Avrebbe potuto lasciargli passare una serata di gloria e una notte tranquilla. Ma no, Gasperini è un maestro senza scrupoli. Un boomer con i calli sul cuore. Non si fa smuovere di sicuro da Niccolò Pisilli, dalla sua voce inzuppata di lacrime trattenute e dal semplice fatto che il ragazzo, ventuno anni fatti a settembre, gli ha salvato la giornata di Europa League, mezza qualificazione e la settimana del confronto micidiale con il Milan. Gasp ne ha viste troppe per commuoversi e ancora vuole vederne, scrive Marco Evangelisti su Il Messaggero. E via, il paragone con Marco Tardelli, tanto per togliere il sonno a uno che aveva appena segnato allo Stoccarda due gol, di quelli suoi, centrocampista che spunta dal nulla, dall'area difensiva, al limite dalla panchina, per materializzarsi esattamente dove occorre e calciare in porta nel modo in cui a Roma non sono più abituati, di collo e clava, invece di seguire cattivi esempi e azzardare ricami.

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Il domani è arrivato: Niccolò chiede spazio
Pure Tardelli stesso l'ha presa bene e ha detto a Radio Romanista, ridendo e no: "Potrebbe offendersi per il paragone. Pisilli è sé stesso, uno di quei giocatori che fortunatamente escono fuori ogni tanto. Ha una fantastica qualità nell'inserimento, vede e capisce ciò che succede e in questo può assomigliarmi. Lo rivedo soprattutto nel gol che segnai all'Argentina. Seguii un'azione dalla nostra area all'altra senza toccare palla. Gasperini lo fa giocare ed è importante". De Rossi lo portava a esempio e nel campionato scorso, con la Roma a un punto e il posto da allenatore che già mandava scricchiolii inquietanti, lo rilanciò a Torino davanti alla Juventus. A Juric, scricchiolante sin dall'inizio, Niccolò ha ribaltato la partita con il Venezia.
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