I silenzi di Jim durante la crisi

Il presidente Pallotta parla da lontano, senza avvicinarsi alla squadra. E a Trigoria c’è tanta confusione

di Redazione, @forzaroma

La sosta non ha rasserenato la Roma, anzi se ne sono sentite di tutti i colori. Il presidente Pallotta parla da lontano, senza avvicinarsi alla squadra e già questo sembra incredibile in un momento di grave crisi.

I suoi collaboratori prima sono stati zitti, poi sono andati a Doha. Franco Baldini fa conoscere il suo pensiero sui nuovi possibili allenatori un po’ dal Sudafrica e un po’ dalla Francia, ma negli ultimi anni le ha sbagliate più o meno tutte: abbiamo assistito a processi di direttori sportivi, allenatori, giocatori,ma l’ineffabile consigliere-ombra è sempre a sussurrare qualcosa nell’orecchio di Pallotta.

E Ranieri, tra tanta confusione, che potrà mai fare di buono? Ha provato ad essere rassicurante,ma a Ferrara ha perso la calma e si è lasciato andare in una filippica controcorrente e sbagliata. Se non si raggiungerà il traguardo del quarto posto e della Champions saranno in molti a lasciare la Roma: ipse dixit, parola di allenatore e romanista. Ma sono argomenti da usare in una squadra con giocatori demotivati, che si sentono già in vendita, oppure non aspettano altro per mancanza di fiducia?

Deve averlo capito anche lui, perché ha cambiato tono e adesso parla di un patto della squadra per il quarto posto. In poche parole, c’è grande confusione e la prova migliore è il processo mediatico (e interno) a Dzeko. 

P.Liguori/CURVA SUD

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