Edin di conclusioni a rete ne effettua, ma non come vorrebbe un centravanti. Riceve spesso la sfera spalle alla porta

Se non segna lui, non segna nessuno. E se non si tira in porta, diventa ancora più difficile. Anche per Dzeko, 101 reti in giallorosso, 14 in stagione, 11 in campionato. Il paradosso, scrive Stefano Carina  su Il Messaggero, vuole che l’involuzione della Roma coincida con la ritrovata continuità (almeno fuori casa) del bosniaco.

Tre sconfitte consecutive ma quattro gol nelle ultime 4 trasferte per Edin (Genoa, Lazio, Sassuolo e Atalanta). Che di conclusioni ne effettua - è secondo solo a Ronaldo (79) e Immobile (78) con 68 tiri -ma non come vorrebbe un centravanti.

Ossia ricevendo il pallone guardando la porta. Quelle di Dzeko, soprattutto ultimamente, arrivano da palle ‘sporche’ in area, ricevendo la sfera spalle alla porta o su errori degli avversari.

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Nella Roma se non tira o segna Dzeko c’è poco da fare. La speranza quindi è che domani contro il Gent il centravanti confermi il feeling con le gare europee (10 gol nelle ultime 9 partite casalinghe). Titolare con i belgi e poi bis con il Lecce, per tentare la difficile risalita verso il quarto posto.

L’alternativa, Kalinic, non segna da più di un anno e nel 2020 ha racimolato appena 36 minuti nelle 9 gare disputate.

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