Il nuovo Dpcm vieta il ritorno a breve termine agli allenamenti, bocciata con forza la proposta di rientrare il 14 aprile. Botta e risposta Malagò-Gravina

Niente da fare. Il calcio non fa eccezione e si riscopre meno forte, scrive Emiliano Bernardini su Il Messaggero. Il governo è andato dritto per la sua strada: ci si potrà tornare ad allenare dal 4 maggio. Il nuovo Dpcm al punto G conferma quanto scritto in quello precedente: "sono sospesi gli eventi e le competizioni sportive di ogni ordine e disciplina, in luoghi pubblici o privati. Sono sospese altresì le sedute di allenamento degli atleti, professionisti e non professionisti, all'interno degli impianti sportivi di ogni tipo".

Eppure fino all'ultimo i presidenti di serie A ci avevano sperato. Non tutti, sia chiaro. Perché la Lega, come sempre, era divisa. Anche su questo tema.

pallone serie a stadio olimpico AS Roma v SSC Napoli - Serie A

Che non fosse proprio aria si era intuito anche dal messaggio del presidente della Fifa, Infantino: "Nessuna partita vale il rischio di una vita umana. Tutti dovrebbero tenerlo a mente. Quindi sarebbe da irresponsabili riavviare l'attività se la situazione non è sicura al 100%".
Non è un caso nemmeno che, mentre il Premier Conte annunciava a tutta Italia il prolungamento della quarantena, il Ministro dello Sport, Spadafora diffondeva una lettera indirizzata al presidente del Coni, Malagò e a quello del comitato paralimpico, Pancalli. C'è un passaggio particolarmente emblematico: "vi prego di voler attivare le Federazioni e gli altri soggetti del sistema sportivo affinché la ripresa degli allenamenti e delle attività avvenga, presumibilmente dal 4 maggio p.v., nel più rigoroso rispetto delle prescrizioni di sicurezza che saranno individuate d'intesa con le autorità sanitarie e gli organismi scientifici".

"E' un dato di fatto, è sotto gli occhi di tutti, negarlo sarebbe ridicolo e ipocrita che il calcio vuole andare avanti e quindi si mette in una situazione diversa rispetto alle altre discipline" la stoccata di Malagò a cui è seguita una immediata replica del presidente della Figc, Gravina. "Tutti si fermano e il calcio no? Non entro nel merito delle scelte che hanno adottato le altre discipline il calcio ha una sua specificità, lo è per dimensione, per partecipazione e per impatto economico".

Cosa succederà ora? La Lega, ieri impegnata in tavoli su stipendi, debiti e stadi, aveva già pronto il piano per la ripresa il 4 maggio. Campionato al via sabato 30 maggio (o al più tardi il 6 giugno). Per completare questa stagione terribile mancano ancora dodici giornate più i recuperi. Il campionato finirebbe il 2 agosto, giocando tre volte alla settimana sempre di sera e a porte chiuse. Il tutto nella speranza che non spunti fuori un'altra positività.

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