«Giocando così si va lontano»

di Redazione, @forzaroma

(Il Messaggero – U.Trani) Felix dia ma! Te amo. Dani Osvaldo mostra la t-shirt dopo la prima rete al Genoa. Quella scritta è per la madre Liliana. «In Argentina è la festa della mamma, questa doppietta è per lei. Sarà felice perché avrà visto anche la maglietta che avevo preparato per la ricorrenza». Il centravanti è raggiante. Perché di gol ne segna due. Indirizzando il match, con la mezza rovesciata al volo per il pari e colpo di testa per il sorpasso. Due giocate per vincere a Marassi dopo cinque anni.

 

Osvaldo è l’uomo del match insieme con Francesco Totti. L’italo argentino, in 4 gare di campionato, ha già realizzato 5 gol che si vanno a sommare ai 3 con la nazionale in 4 partite. La media è di una rete a incontro: 8 in 8 match. Questa è la seconda doppietta, la prima con la Roma in questo torneo. L’altra a Sofia, contro la Bugaria in maglia azzurra: lì le due reti furono per la piccola Vittoria, 4 anni, la sua bimba che «quando va in chiesa dice sempre una preghiera per me».

 

«Questo successo è importante vittoria: abbiamo reagito bene dopo quei venti minuti in cui non avevamo interpretato bene la gara. È uscita la nostra grinta e abbiamo rimontato» spiega Dani negli spogliatoi di Marassi. «Non so se questa può essere la partita della svolta, perché le somme si tireranno alla fine. Contro il Genoa siamo stati bravi, abbiamo mostrato di giocare un buon calcio. Questa è la strada da seguire e se continuiamo così vinceremo più gare rispetto a quelle che perderemo».

 

Zeman dà i voti a Osvaldo (e De Rossi): tra il 7 e l’8. Ma insiste su quanto detto dopo Roma-Atalanta, spiegando di averli «ritrovati» solo a Genova. Dani si blocca e avverte: «Non ho assolutamente voglia di tornare su questo discorso. Non lo farò più». Ma poi rilancia, precisando con il suo grande orgoglio latino: «Io la grinta e la voglia ce le metto sempre, sia se parlano bene sia se parlano male di me. Ne ho sentite ultimamente di tutti i colori sul mio conto e ce ne fosse stata una vera. Un po’ mi scoccia, però che ci posso fare? Lo sappiamo, la gente è così». Si ribella anche davanti a chi ripete che l’esclusione gli ha fatto bene: «Io ho fatto gol anche prima della panchina con l’Atalanta, ma se volete dire che mi ha fatto bene star fuori in quella gara, potete continuare a ripeterlo. Fate pure…». Aggiunge: «In questo caso sono anche più contento: perché la Roma ha vinto e io ho fatto due reti. Doppia soddisfazione, così è il massimo».

 

Osvaldo non dimentica De Rossi e dedica pure al compagno, l’altro escluso nella gara contro l’Atalanta, la sua doppietta: «Daniele per me è un esempio, sia come persona che come giocatore, è un grande amico, quindi questi gol sono anche per lui». Totti festeggia la rete 217 in serie A: è terzo in solitudine nella classifica dei marcatori del nostro campionato di tutti i tempi, a otto reti da Nordahl. «Il mio gol è stato importante, è servito per tornare in partita: eravamo partiti malissimo». Il capitano è soddisfatto per la reazione dei compagni: «Quando la squadra ti segue come ha fatto nel momento più delicato diventa tutto più facile per me». E’ fiero, insomma, del gruppo: «Ribaltando il risultato contro il Genoa, abbiamo dato un segnale di forza del gruppo, di gioco e di estrema compattezza. Passare dallo zero a due al quattro a due in trasferta non rappresenta solo una gran rimonta, ma soprattutto una prova di carattere: anche per questo sono contento della nostra reazione e di questa vittoria». Totti è uscito toccandosi il ginocchio destro. Da controllare.

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