L'ex bandiera giallorossa racconta l'incontro con Mazzone e il legame fortissimo con l'allenatore scomparso ieri a 86 anni

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La scomparsa di Carlo Mazzone lascia un vuoto enorme in tutti quelli che lo hanno incontrato e che gli hanno voluto bene, ma anche tantissimi ricordi. E ad aprire il suo personale cassetto è stato Giuseppe Giannini, in un'intervista a 'Il Messaggero':

Per lei Mazzone è stato un papà? "Direi di sì. Una persona eccezionale, un uomo meraviglioso. Ironico, sincero, ti faceva stare
sereno. Sono distrutto, non ho avuto nemmeno il tempo di salutarlo bene. Sapevo che stava male, mi dispiace immensamente".

L'ha recuperata psicologicamente, le ha dato fiducia. "Venivo da anni difficili con Bianchi e poi con Boskov. Mazzone ha toccato le corde giuste e con lui sono rinato".

Giuseppe_Giannini

Ricorda il suo arrivo nello spogliatoio? "Aveva addosso grandi responsabilità. E tanti dubbi su di me. Mi confessò in maniera diretta:
'Mi hanno detto che qui te la comandi, che fai la formazione, ma io so che sono tutte bugie, credo che tu sia un bravo ragazzo'. Da quel momento è nato l’amore. Mi ha dato fiducia, qualche soddisfazione ce la siamo tolta. Peccato non siamo riusciti a vincere, ma in quegli anni era difficile, Ma per lui ho sempre dato tutto".

Mazzone anche grande allenatore? "Certamente. Lui è la storia del calcio, ha allenato ovunque, lasciando sempre segni importanti. Sapeva trattare con giovani e grandi calciatori. È stato un maestro per tutti. Uno degli allenatori più importanti che ho avuto nella mia carriera. Finita con quella notte contro lo Slavia Praga. Potevamo entrare nella storia, c'è mancato davvero poco".

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