Francesco-Andrea eredità pesante

Francesco-Andrea eredità pesante

Da Pellegrini a Zaniolo, da Tonali a Barella, da Cutrone a Kean è sulle spalle di questi ragazzi l’eredità di due mostri sacri del calcio mondiale come Totti e Pirlo

di Redazione, @forzaroma

Sono cambiati i tempi, sono cambiati i ruoli, ognuno dei due ha preso una strada diversa sulla scena sportiva, ma quando te li ritrovi davanti insieme, uno accanto all’altro al Gran gala dell’Associazione calciatori, scrive Antonello Valentini su Il Messaggero, è un film indimenticabile del nostro calcio che ti scorre davanti agli occhi, alimentando ricordi e suggestioni: Francesco Totti e Andrea Pirlo, senza aggettivi, parla la storia.

Chi ha avuto la fortuna di condividere con loro quelle emozioni sul campo, ancora oggi non può fare a meno di emozionarsi, rispolverando magari anche qualche boccone indigesto, mandato giù per la proverbiale serenità della squadra, in questo caso la Nazionale. Taciturno, introverso ma non triste Andrea Pirlo; generoso, spavaldo al limite dell’incoscienza Francesco Totti, capace di battute fulminanti ma sempre bonarie. E capace soprattutto – come ricorda lui stesso nella recente autobiografia – di avere la faccia tosta per chiedermi 100 (cento) biglietti della finale dei Campionati del Mondo, 48 ore prima della partita.

Ma la missione di Pirlo e di Totti non è finita : fra tanti premi, quello dell’Associazione italiana calciatori ha un peso diverso, certamente più faticoso. Da Pellegrini a Zaniolo, da Tonali a Barella, da Cutrone a Kean è sulle spalle di questi ragazzi l’eredità di due mostri sacri del calcio mondiale. E passa dalla loro capacità di ispirarsi a due esempi così impegnativi anche il destino ravvicinato della nostra Nazionale: il resto tocca a Mancini.

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