rassegna stampa

Fonseca, la Roma in 7 mosse

LaPresse

Dal Sassuolo al Cagliari, sette partite in venti giorni per capire il reale valore e gli obiettivi della squadra. Smalling, Veretout e Mkhitaryan dovranno cambiare il volto dei giallorossi

Redazione

Deve essere una bella sensazione, per Paulo Fonseca, arrivare la mattina a Trigoria e trovarsi davanti una squadra, con la maiuscola, scrive Alessandro Angeloni su Il Messaggero.

Il tecnico finalmente potrà lavorare fissando un obiettivo, quell'obiettivo, il quarto posto (come minimo).

Lo abbiamo detto tante volte, la stagione comincia ora, perché quella che vedremo domenica sarà una Roma lontana parente della squadra vista nelle prime due giornate. Talmente diversa che quasi viene voglia di rigiocare il derby. Ma questo non è possibile. L'obiettivo resta lo stesso, riportare la squadra in Champions e i due pareggi con Genoa e Lazio non sono certo determinanti (in negativo).

Dal 15 al 29 settembre, i giallorossi andranno in campo cinque volte, con le quattro partite di campionato, più l'esordio in Europa League contro l'stanbul Baakehir. Da cinque si arriva a sette, calcolando le altre due sfide di ottobre, prima della sosta per le Nazionali (si gioca il 12 all'Olimpico, Italia-Grecia). Venti giorni in totale.

Primi esami. Quindi, in apnea fino al 6 ottobre e lì faremo i primi conti, capiremo di che pasta è (sarà) fatta la Roma.

Intanto Fonseca sta cercando di trovare il compagno ideale di Smalling. Al momento, gli indizi portano a Fazio, perché di quelli a disposizione, è il centrale con doti di impostazione. Mancini studia per prendere quel posto, forse in questo momento è ancora acerbo. Ma si farà, queste prime partite serviranno a chiarire. Il problema è sulla corsia di destra, perché Zappacosta è out e lì dovrà essere impiegato Florenzi.

Domenica vedremo, a meno di clamorosi ripensamenti, Veretout, fermo da quando è arrivato, per problemi alla caviglia. Vicino al francese non ci sarà Pellegrini, che dovrà essere spostato sulla linea dei trequartisti (sono out Perotti e Under), ma Cristante.

La vera novità, la più attesa, forse, è proprio in attacco, dove ci saranno cambiamenti ma non troppo a rischio, perché Mkhitaryan, Zaniolo (proprio al Sassuolo il primo gol in A) e Pellegrini sanno giocare in tutte e tre le posizioni dietro a Dzeko.