Fonseca inquadra il Siviglia

La striscia positiva della Roma conferma la bontà del lavoro del tecnico: squadra pronta per la coppa

di Redazione, @forzaroma

La restaurazione in corsa della Roma è da considerare conclusa, scrive Ugo Trani su Il Messaggero. Adesso Fonseca, soddisfatto solo parzialmente del piazzamento in campionato (cancellati, con il 5° posto, i preliminari dal calendario della nuova stagione), ha la chance di dare un senso al lavoro del suo 1° anno in giallorosso.

E può riscattare l’andamento altalenante in Italia, che gli è costato la mancata partecipazione alla prossima Champions, con la fase finale di questa edizione dell’Europa League. Da 8 partite, il suo raccolto è da vertice: 22 punti su 24 disponibili (7 successi, gli ultimi 4 di fila, più il pari con l’Inter), 23 gol realizzati e 9 subiti. Il portoghese è l’artefice principale della virata compiuta meno di un mese fa.

La modifica tattica, con il passaggio al 3-4-2-1, è diventata la rampa di lancio per presentarsi senza paura in Europa. Le certezze improvvisamente coprono i difetti.

Giovedì sera, a Duisburg, l’ottavo in gara unica contro il Siviglia. Fonseca, e lo ha in pratica annunciato prima di partire per Torino, sa già come sfiderà il collega Lopetegui. «La squadra è pronta». Quindi: Pau Lopez; Mancini, Ibanez, Kolarov; Peres, Diawara, Cristante, Spinazzola; Pellegrini, Mkhitaryan; Dzeko. Dentro i migliori o quantomeno i più affidabili dopo la lunga pausa del campionato. Manca solo lo squalificato Veretout, riferimento dell’allenatore a centrocampo.

Il telaio è collaudato. I 3 centrali in difesa sanno impostare, con Kolarov regista aggiunto; i 2 laterali Peres e Spinazzola che fanno le ali e, al momento di rientrare, blindano le corsie; i 2 mediani, nella fase di possesso, si allineano in verticale, con Diawara play e Cristante (o Veretout) trequartista d’assalto tra Pellegrini e Mkhitaryan che comunque giocano accanto a Dzeko ed evitano di allargarsi proprio per dialogare con il centravanti e stare vicino alla porta.

La Roma sta bene fisicamente. Titolari e ricambi sono arrivati alla fase cruciale della stagione quasi al top della condizione atletica. Qualche imprevisto c’è stato, ma va messo in preventivo con gli impegni ravvicinati. Ma se la squadra non fatica a correre, riesce a essere più lucida quando deve rispondere a ogni richiesta di Fonseca.

Ritrovata l’efficacia offensiva, la fragilità difensiva non incide però sul rendimento.
Fonseca ha utilizzato il turnover nelle partite meno complicate (compresa quella con la Juve, insignificante per la classifca), risparmiando i senatori Kolarov, Mkhitaryan e Dzeko. E ha scoperto la qualità dei ricambi: i giovani Villar, Perez e Calafiori, i big Zappacosta, Fazio, Perotti e Kalinic. E ovviamente Ibanez, chiamato a sostituire Smalling. L’unica perplessità sul portiere: Mirante, pure se si è fermato per infortunio, sembra più affidabile del titolare Pau Lopez.

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