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Il Messaggero

Fienga, l’addio sul più bello dopo aver domato le tempeste

LaPresse

Dopo una navigazione durata anni in un mare burrascoso, il CEO della Roma ha deciso di tirare i remi in barca.

Redazione

Come scirve Alessandro Catapano su Il Messaggero, l'avventura di Guido Fienga alla Roma è stato un gran premio della montagna e gli ultimi mesi sono stati in discesa. Se oggi il problema è dare a Mourinho un centrocampista in più, vuol dire che è arrivato il momento di abbandonare la corsa (salvo quella che porterà al nuovo stadio, di cui si occuperà da advisor esterno), perchè il suo traguardo Fienga l'ha raggiunto. Ora è giusto dare spazio a profili più vicini ai Friedkin, mentre lui da oggi diventa una risorsa per tutto il calcio. Nei quasi tre anni in cui ha ricoperto il ruolo di amministratore delegato, si sono concentrati alcuni degli eventi più traumatici della storia recente della Roma: l'esonero di Di Francesco, le dimissioni di Monchi, gli addii dolorosi del De Rossi calciatore e del Totti dirigente. Subito dopo è arrivato il brusco ridimensionamento della squadra, l'ingaggio di Fonseca, la pandemia, il congelamento di tutte le attività, la rateizzazione degli stipendi. Infine l'estenuante trattativa del passaggio da Pallotta ai Friedkin, l'ultima salita prima dello scollinamento. Oggi il desiderio di Fienga è andare allo stadio con jeans e maglione, un approdo sereno al termine di una lunga navigazione. Il suo successore è Pietro Berardi, ha 47 anni, un bel curriculum, è stato Ceo della Pirelli in Nord America. In bocca al lupo.