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Nemmeno il tempo di gustarsi Malen, che l'olandese deve fermarsi. Fortunatamente non si tratta di un Bailey-bis ma di una semplice questione regolamentare che non lo vede comparire nelle liste Uefa giallorosse sino alla fase ad eliminazione diretta. A proposito del giamaicano: ieri, zuccotto di lana in testa, ha salutato mestamente come un turista qualunque da Ciampino, facendo ritorno a Birmingham per buona pace dei popcorn prefigurati dal papà agente che sono rimasti invece semplici chicchi di mais. Tornando alla Roma - scrive Stefano Carina su Il Messaggero - che domani affronta lo Stoccarda, Malen come Vaz (più il baby Arena) non sarà della partita. E a chi tocca con Dovbyk tornato lunedì dopo l'operazione in Finlandia? Sì, proprio a lui, a Ferguson. la Roma deve provare ad entrare nelle prime otto, evitando così i play off e i due match a febbraio che con un calendario così compresso rappresentato una fatica da risparmiarsi. La Roma ci prova e nel farlo si affida curiosamente (ma inevitabilmente essendo l'unico centravanti a disposizione) a Ferguson. Chiacchierato, criticato, sopportato, a volte anche fischiato, messo sul mercato, poi tolto perché Evan di andarsene da Roma non ci pensa minimamente. Lo Stoccarda è la prima. Il Panathinaikos sarà la seconda: È chiaro che Ferguson non è Malen. Ferguson è questo e ora la sbornia e l'innamoramento per Malen non deve far dimenticare le qualità di questo ragazzo. Che qualche gol (5 in stagione) l'ha pure fatto e/o propiziato.
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