Eusebio va dritto dentro le ombre

Al tecnico troppe cose ultimamente non gli sono piaciute

di Redazione, @forzaroma

Una vittoria, due pareggi e altrettante sconfitte chiamano in causa la Roma. Il problema non è piccolo, oltre che multiforme, come scrive Mimmo Ferretti su Il Messaggero. E lo si intuisce (e da almeno un paio di settimane…) dalle dichiarazioni, pre e post gara, di Eusebio Di Francesco.

Basta saperlo ascoltare con attenzione per capire che troppe cose ultimamente non gli sono piaciute. Eusebio, come tutti gli altri tesserati, ci ha messo del suo, sbagliando valutazioni e scelte; ma, essendo il capo, sta a lui trovare la soluzione per svoltare la crisi. Magari arrivando addirittura ad accusare apertamente i suoi giocatori.

Riportiamo, per farci capire meglio, alcune frasi del post Atalanta: “Siamo mancati in personalità e nel desiderio di riprendere la partita. Più che i sistemi di gioco, bisogna scegliere gli uomini a cui affidarsi. Queste partite mi hanno dato risposte positive, è mancata anche personalità, che ci vuole per giocare nella Roma”. Chiaro? Personalità, mentalità: due tasti battuti praticamente sempre dal tecnico abruzzese. Soltanto il tempo ci dirà se la sua tattica aggressiva sarà stata vincente, perché il rischio che prevalga la permalosità dei calciatori è sempre dietro l’angolo.

Il gradimento popolare nei confronti di Di Francesco, l’inadeguato diventato professore di calcio, ora sta precipitando verso il basso. Colpa dei risultati, ovvio, che tutto condizionano. Ma i rinnovati detrattori sostengono che il momentaccio della Roma è soprattutto figlio suo. Perchè, si dice, nei momenti di difficoltà non sa far altro che mettere in campo tutti gli attaccanti possibili, senza trovare soluzioni tattiche alternative. Oppure gli si rinfaccia di aver esagerato in passato con il turn over, perché cambiando in continuazione non ha creato un’identità reale di squadra e non ha permesso a nessuno (o quasi) di entrare in forma. Accuse, sottolineature, rilievi impensabili soltanto un paio di mesi fa quando la forza della Roma che dava spettacolo in Italia e in Europa erano la duttilità tattica e la forza del turn over.

Quindi? Resta una riflessione: i discorsi di oggi sono i discorsi di ieri, perché una volta é la condizione atletica precaria, un’altra la mentalità sbagliata e un’altra ancora la personalità, ma da anni siamo sempre allo stesso punto.

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