Emery & Eusebio, attesa finale

Sabato l’impegno del Psg in coppa chiarirà a Monchi le idee sulla scelta. Unai è il primo nome in agenda, Di Francesco l’alternativa italiana

di Redazione, @forzaroma

Il nuovo allenatore della Roma, a meno di un’improvvisa accelerazione che lo stesso management di Pallotta per ora continua a negare, potrebbe essere annunciato nel primo weekend di giugno: a Cardiff, sabato 3, c’è Real-Juve con in palio la Champions e fino a quella notte ogni ribaltone è possibile. Nessuno a Trigoria, e a quanto pare nemmeno a Boston, ha fretta di ufficializzare il sostituto di Spalletti, a prescindere da quale sarà la sistemazione dell’attuale tecnico. Di sicuro le due coppe che si assegneranno sabato a Wembley e a Saint Denis dovrebbero aiutare a chiarire alcune situazioni ancora in sospeso. Monchi e gli altri dirigenti attendono invece il risultato della sfida per la Coppa di Francia tra il favorito Psg e l’outsider Angers: Emery, candidato di lusso nel casting della proprietà Usa, si giocherà la permanenza a Parigi, come scrive Trani su Il Messaggero.

Non è detto, però, che lo spagnolo ex Siviglia venga esonerato ad un anno dalla scadenza del contratto. Nemmeno se dovesse perdere la coppa. Anche se, dopo l’eliminazione umiliante in Champions con il ko storico contro il Barcellona e la sconfitta inedita nella Ligue 1 con il titolo lasciato al Monaco, la proprietà qatariota potrebbe metterlo in discussione.

Di Francesco, proprio come Spalletti, aspetta e spera. Il tecnico del Sassuolo è stato bloccato dalla Roma. Che gli ha consigliato di prendere tempo con il club emiliano. Sabato incontrerà Squinzi per fare chiarezza sulla sua posizione. Eusebio, a differenza di Lucio, è sotto contratto per altri 2 anni. Con una penale di 3 milioni se dovesse chiedere di andar via in anticipo. La società giallorossa si è, insomma, cautelata proprio per aver pronto il nuovo allenatore se Emery non dovesse lasciare il Psg. E Di Francesco diventerebbe automaticamente la prima scelta (come Spalletti per l’Inter, se Conte dirà no alla proposta nerazzurra). Un chiaro messaggio per la piazza che, al momento, lo considera solo l’opzione di scorta. Anche perché le mosse degli ultimi mesi sono state più o meno svelate.

Se per Emery pesano i risultati, magari non quelli recenti, per Di Francesco sono i metodi di lavoro a convincere Monchi e il management di Pallotta. Lo spagnolo, serio e preparato, avrebbe comunque bisogno di tempo per conoscere il nostro calcio. L’italiano, in questo senso, è già pronto. Perché, dopo essere stato calciatore e team managergiallorosso, ha fatto la gavetta necessaria proprio per non sfigurare in un grande club (come è successo a Spalletti, Allegri e Sarri, i top della serie A). Sa comportarsi e confrontarsi con i giovani, come chiede il presidente giallorosso. E lo farebbe pure con l’amico Totti che, da lunedì, ha la possibilità di iniziare la carriera da dirigente. Fino a domenica sarà ancora calciatore.

 

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