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Il Messaggero

Emergenza Roma: Gasp non si piega

Redazione
Oggi il Genoa e giovedì il Bologna: giallorossi sotto pressione e obbligati a non sbagliare. Il tecnico non fa drammi: "I numeri dicono che siamo forti, tutto si decide a maggio"

L'attacco è nato storto e le cose non sono cambiate nel corso dei mesi. Malen ha tamponato un problema già strutturale, angosciato ancor di più dagli infortuni secolari di Ferguson e Dovbyk, e prima ancora di Bailey e successivamente di El Shaarawy e Soulé. Per fortuna c'è Donyell, che gioca tanto, segna e non toglie il sorriso a Gasp, alla prese con una volata Champions che vede la Roma in vantaggio teorico ma con le pieghe-piaghe di un calendario che proprio vantaggioso non è.  Ciò che piace di Gasp è questa sua voglia di non cercare alibi: non piange per chi non c'è ma esalta chi deve condurre in porto la baracca. E torniamo al famoso “animo”, buttato lì dopo Roma-Juve che, secondo Gasp, non ha lasciato strascichi. E ce ne voleva tanto, di animo, per sopportare una rimonta così clamorosa e inaspettata che ha ributtato nella mischia la Vecchia Signora e costringerà la Roma, se vuole andare in Champions, a sobbarcarsi uno sforzo in più, visto che ora torna anche l’Europa League. La Roma - sottolinea Alessandro Angeloni su 'Il Messaggero' - perde i pezzi anche quando le avversarie li ritrovano. Per restare dentro, intanto, bisogna vincere a Genova.  Gasp mastica amaro ma non se la prende - almeno pubblicamente - con nessuno per gli infortuni e per i ritardi nei recuperi. E li elenca, da Ferguson, arrivato già con problematiche consolidate a Dybala, ultimo dei dispersi, fino ad Angelino, che non si sa quando tornerà in campo. E leggero quando si parla di Totti e della cena di qualche giorno fa.