È Real Champions, ma la Roma sorride

È Real Champions, ma la Roma sorride

Il sorteggio regala un’altra sfida europea con i campioni in carica orfani di Cristiano Ronaldo. Cska Mosca e Viktoria Plzen le altre due avversarie di un girone abbordabile per i giallorossi

di Redazione, @forzaroma

La Roma, finendo nel gruppo G, trova subito il Real Madrid che, lo scorso 26 maggio a Kiev, ha festeggiato la sua Champions numero 13 (la terza di fila e la quarta nelle ultime 5 edizioni). Come riporta Ugro Trani su “Il Messaggero”, nessuna sfida della prima fase sarà, comunque, inedita per i giallorossi. Che hanno recentemente affrontato pure le altre 2 rivali, schiantandole all’Olimpico. La manita (5-1) contro il Cska Mosca (17/09/2014), con Garcia in panchina, per il risultato più largo di sempre nel torneo. E il poker (4-1), in Europa League, contro il Viktoria Plzen (24/11/2016), con Spalletti allenatore, per la tripletta di Dzeko e il solito gran gol in stile van Basten.

Totti non sottovaluta i russi e i campioni della Repubblica Ceca: “Sulla carta sembra tutto semplice. L’anno scorso dovevamo arrivare terzi, invece abbiamo battuto chiunque. E’ un girone duro. Sappiamo che il Real farà una corsa a parte, vediamo come sarà senza Ronaldo. Restano, comunque, alieni. Cercheremo in tutti i modi di arrivare secondi. Noi, per fare meglio dell’anno scorso, dobbiamo andare a Madrid per la finale… Le aspettative quest’anno sono altissime, la squadra è forte, il gruppo unito e Di Francesco ha grandi obiettivi. La Roma è competitiva, durante l’estate si comprano e si vendono giocatori. La società ha fatto queste scelte e penso che sia da rispettare. Ha comprato giocatori di spessore e valore, giovani di prospettiva. Punteremo forte su di loro”. Francesco tornerà al Bernabeu: “Fui accolto diversamente da altri giocatori. Con molto rispetto. C’erano giocatori extraterrestri che si inchinavano e mi chiedevano una foto o la maglietta. Fu un giorno gratificante e che ricorderò per sempre. Florentino Perez ha voluto la mia maglietta con una dedica diversa da quella del solito. Mi ha chiesto lui di scrivere: L’unico giocatore che mi ha detto di no”.

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