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Dzeko, il nemico che non ti aspetti. Rilanciato dall’Italia, può affossarla

Redazione
Domani la sfida tra la Bosnia e l'Italia

Ci risiamo, di nuovo Edin Dzeko. Dopo anni ad aver fatto le fortune di Roma ed Inter (non tanto quelle della Fiorentina), domani potrebbe decretare il fallimento del calcio italiano. Con quello sguardo astuto e il faccino pulito è ancora lì a 40 anni con la fascia di capitano della Bosnia a indottrinare i suoi compagni su come fare male all’Italia e agguantare il suo secondo Mondiale. Un’Italia che gli ha regalato la sua seconda vita calcistica nell’ormai lontano 2015 quando, scartato dal Manchester City e dalla Premier League, è stato accolto alla Roma come un eroe, scrive Gianluca Lengua su Il Messaggero. In un agosto rovente, migliaia di romanisti sono andati a dargli il benvenuto all’aeroporto di Fiumicino intasando lo scalo. Domani tanti suoi amici, diventeranno nemici per una notte: "Ci siamo meritati la finale - ha detto Edin dopo la qualificazione contro il Galles - ci siamo qualificati e ora gli italiani arrivano a Zenica da grandi favoriti, ma abbiamo 90 minuti per dimostrargli quello che possiamo fare, daremo sicuramente il massimo". Quel filo conduttore con il calcio italiano sembrava essersi spezzato a gennaio scorso con il suo trasferimento in Germania ed invece destino ha voluto che si riannodasse. Forse per un ultima volta, quella in cui il passato torna a bussare senza chiedere permesso. Domani, nel gelo di Zenica, Edin avrà lo sguardo di chi sa già dove colpire. E potrebbe chiudere il cerchio nel modo più crudele provando a far male chi lo ha più amato.