Dominio degli spazi e possesso: ecco Paulo, l’ispirato da Queiroz

Dominio degli spazi e possesso: ecco Paulo, l’ispirato da Queiroz

L’idea di gioco di Fonseca: un calcio offensivo e indipendente dall’avversario

di Redazione, @forzaroma

C’era una volta Carlos Queiroz, che ha fatto da padre calcistico a José Mourinho prima e a Luís André de Pina Cabral de Villas-Boas poi. Quindi, ecco Paulo Fonseca, che è l’incarnazione moderna, scrive Alessandro Angeloni su Il Messaggero, dei principi del maestro Carlos: tutti portoghesi che hanno conquistato l’Europa.

E tutti portando avanti il metodo della periodizzazione tattica, ovvero addestramenti per sviluppare attitudini di gioco sia se si lavora sulla parte atletica sia su quella tattica sia sull’aspetto psico emotivo: tutto, insomma, viene svolto nello stesso momento e in funzione del gioco. A Fonseca serviranno giocatori adatti, altrimenti il problema – come sempre – diventano le teorie, mentre la soluzione è la loro semplificazione. E non è così.

L’idea di gioco di Paulo, che non è conosciuto solo per essersi travestito da Zorro: un calcio offensivo e indipendente dall’avversario. La base, poi esiste l’adattabilità: nel Braga faceva anche 4-4-2, ad esempio, e il suo Shahktar, nel ritorno dell’ottavo di Champions contro la Roma lo scorso anno, si è presentato molto più abbottonato rispetto all’andata (squadra compatta, con attaccanti a fare pressing per filtrare le linee di passaggio).

Le sue formazioni sono sempre schierate per avere il controllo, sia del gioco sia degli spazi, con tanti uomini vicini alla palla, proprio per gestire in libertà il possesso. Il motto: creare disordine negli avversari, per poi colpirli. L’impostazione passa da un regista (la Roma non ne ha nemmeno uno, forse Nzonzi può adattarsi) il possesso deve essere ragionato. Coinvolto – nell’organizzazione del gioco – anche il portiere, che spesso apre lungo sui terzini, sempre alti a cercare i continui uno contro uno o le sovrapposizioni con le ali.

La verticalizzazione è obbligatoria negli ultimi venti, venticinque metri, per le imbucate. Il suo modulo standard è il 4-2-3-1 (o 4-3-3), con passaggi anche al 3-4-3. Quando gli avversari sono stretti e bassi, le squadre di Fonseca cercano un offensiva con cinque uomini: i due terzini alti, le ali strette vicino al centravanti che, per agevolare il suo gioco, dovrà essere di movimento. I due centrali di difesa devono essere veloci, o almeno uno di loro. Serviranno due mediani. Insomma, teorie sì, anche affascinanti. Ma poi ci vogliono gli uomini. Quelli giusti.

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