Di Francesco: “Avrei cambiato tutti nell’intervallo, ora siamo un diesel”

Di Francesco: “Avrei cambiato tutti nell’intervallo, ora siamo un diesel”

Il tecnico al termine della gara con l’Atalanta: “Divento matto perché vorrei più attenzione. Volevo che ci fosse più equilibrio. Siamo stati troppo brutti per essere veri”

di Redazione, @forzaroma

Un paio di pugni che fanno vibrare la panchina e lo costringono a presentarsi davanti ai microfoni con il polso fasciato, sono la fotografia della gara vissuta da Di Francesco. Al tecnico abruzzese è piaciuto poco di quello che ha visto in campo, scrive Stefano Carina su “Il Messaggero”. Nulla nel primo tempo: “Divento matto perché vorrei più attenzione. Volevo che ci fosse più equilibrio. Siamo stati troppo brutti per essere veri. Ci mancava tutto, a partire dalla velocità di pensiero nel portare la palla. Questo dimostra che abbiamo subito la partita, i difensori non accorciavano e quando lo facevano non sentivamo l’uomo. Manolas ha subito troppo Zapata. Questo ha permesso a noi di rincorrere e non correre avanti come piace a me. Nell’intervallo se avessi potuto ne avrei dovuti cambiare sette o otto, non solo Pellegrini e Cristante. Poi con Nzonzi, che ha retto 25 minuti, abbiamo ritrovato personalità ed equilibri“.

Qualcosa di meglio s’è visto nella ripresa: “Siamo stati bravi a recuperare anche se negli ultimi 10 minuti sembrava una partita scapoli e ammogliati e quando ci sono disattenzioni si può compromettere quanto di buono fatto”. Evidente la differenza di condizione atletica tra le due squadre: “Bisogna dar merito all’Atalanta per la condizione fisica che magari è avanti rispetto ad altre squadre perché hanno iniziato prima per l’Europa League. Andavano più di noi che siamo dei diesel”. Su Pastore: “La scorsa settimana non poteva fare nulla perché sbagliava tutti i palloni. In settimana gli avevo chiesto qualità e con l’Atalanta l’ha data. Dopo il gol è sparito pure lui ma quando viene tra le linee diventa determinante. Vi ribadisco che non sono fissato sul 4-3-3 o il 4-2-3-1 ma cerco di mettere i giocatori nella posizione giusta. L’argentino meglio dietro le punte? Quando uno sa giocare a calcio come Javier può fare tutto. Oltre la qualità un giocatore deve però mettere cattiveria e determinazione”.

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