Deromanizzazione, salto nel vuoto

Deromanizzazione, salto nel vuoto

Via i romani dalla Roma, il motto a Trigoria: dopo De Rossi, Ranieri ora tocca Totti. Il trend non è garanzia di vittoria: rosa da rifondare, ma senza i soldi della Champions

di Redazione, @forzaroma

Terminato (per adesso…) in tre mosse (Totti, De Rossi e Ranieri) il processo estivo di deromanizzazione della Roma tanto caro a Franco Baldini, scrive Mimmo Ferretti su Il Messaggero, ora il club è chiamato a ripartire con una squadra da rifondare e senza un ds di ruolo perché quello designato, Gianluca Petrachi, è ancora tesserato per il Torino.

La Roma avrà un’anima profondamente diversa rispetto a quella avuta negli ultimi due decenni molto abbondanti. Non ci sarà più il romanismo ad intasare la strada verso le vittorie, in primis. O almeno questo è ciò che sembra dar forza all’ennesimo progetto aziendale partorito tra Londra e Boston. Il Via i romani dalla Roma non è in assoluto una garanzia di successo (al momento, una Roma senza De Rossi in campo e Totti nello staff dirigenziale non è più forte di quella romanizzata: le auguriamo di diventarlo), ma evidentemente aiuta i capi dell’azienda a sperare in un futuro diverso.

Paulo Fonseca, paradossalmente, oggi rappresenta l’unica certezza tecnica della nuova Roma. Nel senso che, se non altro, la Roma ha almeno la certezza di avere un tecnico. Fonseca, che ha dimostrato di essere un valido allenatore, dovrà fare immediatamente i conti con mille ostacoli, e non soltanto di natura tecnica. Questo perché la squadra sarà profondamente rinnovata, a cominciare dal suo asse portante: portiere, difensore centrale, mediano centrale e centravanti. Non sarà facile trovare gli uomini giusti ai prezzi giusti ma la Roma, che risparmierà un sacco di soldi di stipendi eccellenti, non potrà permettersi il lusso di allestire una gruppo che sia in grado di lottare soltanto per un posto in Europa League, magari senza preliminari.

Sarebbe buona cosa, per mille motivi, che qualcuno vicino a Pallotta (il presidente, si sa, comunica solo senza contraddittorio e attraverso i giornalisti di casa) parlasse con sincerità ai tifosi, magari senza sbandierare all’americana traguardi roboanti ma poco accessibili. Meglio una brutta verità che un bella bugia, in assoluto.

 

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