DDR, la serenità dell’uomo giusto

DDR, la serenità dell’uomo giusto

L’Olimpico ai suoi piedi, Ranieri commosso, Totti e Bruno Conti con gli occhi lucidi ma De Rossi sorridente per dare coraggio a tutti

di Redazione, @forzaroma

Le lacrime si confondono nella pioggia. Daniele va oltre: sorride, non piange. Lo avrà fatto, magari, quando c’era il sole, giorni fa, senza che fosse necessario nasconderle, scrive Alessandro Angeloni su Il Messaggero.

Lui è sereno, sorride guardando la marea di gente lì, tutta per lui. Sorride e pensa che questa notte è quella dei saluti, o come dice lui, di un banale arrivederci. Di non banale c’è la sua carriera, come quella di Totti, un atto di amore per la Roma, che adesso ha deciso di fare a meno di lui. Del suo essere un uomo pesante per lo spogliatoio e per la città, dei suoi acciacchi. Del suo futuro, che per la Roma non c’è, mentre per lui sì.

Ci hai rappresentato in campo per diciotto anni, da oggi la tua curva ti rappresenterà per sempre. Siamo tutti DDR”. Ecco, i tifosi davanti ai quali Daniele si è inginocchiato baciando terra. Quelli sono schierati, tutti con lui e queste parole esposte ad inizio partita ne sono la testimonianza. Anche Ranieri viene omaggiato dalla Sud con cori e striscioni, procurando la reazione in lacrime del tecnico quasi settantenne. Un altro che va via piangendo.

Nei giorni belli e tristi sei stato la bandiera dei veri romanisti”, un altro dei tanti striscioni dedicati a De Rossi. E ancora: “Passione, cuore amore. Sei tu il nostro tricolore”.

Sullo schermo scorrono i suoi gol, Totti e Bruno Conti lo aspettano in campo, con tutti i giocatori, che indossano la 16. Baci, uno per uno. L’esplosione di emozioni, nell’abbraccio prima con Francesco e poi con Bruno. Tre generazioni di campioni. Una medaglia romanista con tre facce. Sorrisi e lacrime, giro di campo, sipario. Arrivederci, Daniele.

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