- CALCIOMERCATO
- PRIMAVERA AS ROMA
- FEMMINILE AS ROMA
- GIOVANILI AS ROMA
- COPPA ITALIA
- INFO BIGLIETTI
- FOTO
- REDAZIONE
Getty Images
Qualche maligno, ritiene che la Roma, a livello di rapporti interni, sia ferma a Liverpool. A quell'amichevole estiva contro l'Everton, dove Gasperini alzò la voce e venne rassicurato dai Friedkin. Pochi giorni dopo arrivò Bailey ma non l'esterno sinistro di piede destro. E, a dirla tutta, nemmeno il centravanti. Cinque mesi dopo - scrive Stefano Carina su Il Messaggero - con un girone d'andata chiuso al 4° posto in coabitazione con la Juve, siamo più o meno allo stesso punto. Gasp cambia strategia, stavolta fa rumore non parlando, e tocca di nuovo ai proprietari fa e un passo in avanti per rasserenarlo. E da questo ennesimo incontro, addirittura doppio - visto che è stato preceduto da un colloquio privato dell'allenatore con la proprietà - il tecnico, visibilmente più tranquillo, ne è uscito rassicurato. I Friedkin, coadiuvati in un secondo momento da Ranieri, hanno messo in chiaro un paio di cose: 1) Il tecnico, nel momento in cui ha detto sì al progetto, conosceva le difficoltà del club in ottica FPF e della necessità, milione più, milione meno, di dover rientrare entro giugno di un'ottantina di milioni. 2) Inevitabile che le tempistiche e alcune modalità legate alle formule. La Roma aspetta il sì di Jack entro le prossime 72 ore (l'alternativa resta Gudmundsson). Poi toccherà a Zirkzee. Finito tutto, quindi? No. Le incomprensioni rimangono. Riassumere però tutto con il tecnico contro Massara sarebbe sbagliato. Il problema di fondo è che Gasp, al netto degli incontri avuti ieri, in questo momento si sente solo ed è forse per questo motivo che Ryan ha deciso di restare fino al termine della sessione invernale. si sarebbe aspettato un appoggio più concreto da parte di Ranieri che però non è un dirigente con poteri decisionali ma un consigliere.
© RIPRODUZIONE RISERVATA