Dalla presa di Agdam allo Stadionu, diario di viaggio di un club vagabondo

Il Qarabag è la squadra dei “rifugiati” dopo la distruzione nel 1993 della città per mano degli Armeni

di Redazione, @forzaroma

Agdam è una città fantasma, fu distrutta dagli armeni nel 1993, subito dopo il primo campionato vinto dal Qarabag, nella guerra Nagorno-Karabach (30mila vittime e un milione di profughi), come scrive Ugo Trani su Il Messaggero. Rasa al suolo e abbandonata. Oggi si chiama Akna, ma sono rimaste solo rovine e rifiuti. E il club. Che resiste,vagabondo dentro i suoi confini, quelli dell’Azerbaigian. La squadra non gioca da più di un ventennio nella sua città e, per un anno o e mezzo, ha fatto otto ore di pullman per andare da Baku a Guzanli, a 6 chilometri dal distretto di Agdam, e giocare all’Olympic Complex Stadium.

Ora la società azera ne vuole uno solo suo. E si prepara a tirar su il suo piccolo impianto a Baku, da 5000 posti. Domani, intanto, avrà la casa più bella del Paese. Perché, per il debutto casalingo in Champions, entra per la prima volta al Baku Olimpyia Stadionu (previsti 50mila spettatori). La squadra dei rifugiati è adesso il team della Nazione. Tant’è vero che ha ridotto da anni gli stranieri. In rosa ne ha meno della Roma, 10 a rappresentare 9 paesi: Haiti, Sudafrica, Polonia, Albania, Ucraina,Bosnia,Brasile,Norvegia e Spagna (2). Il Qarabag, campione per 4 annidi fila, ha fatto l’enplein nella liga azera (5 successi su 5, 12 gol fatti e 3 subiti) e nello stesso torneo ha una striscia positiva che dura dal 28 febbraio (16 gare, 13 vinte e 3 pareggiate).

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