Dal gioco alla comunicazione, è nato Fonseca l’equilibratore

Dal gioco alla comunicazione, è nato Fonseca l’equilibratore

Fonseca s’è preso la Roma. Abbandonando i proclami estivi e modellando le sue idee alla rosa a disposizione e agli avversari di turno

di Redazione, @forzaroma

Che sia cambiato, italianizzandosi, o abbia mostrato semplicemente un altro aspetto del suo modo di vedere e fare calcio, a questo punto poco importa, scrive Stefano Carina su Il Messaggero.

Paulo Fonseca s’è preso la Roma. Abbandonando i proclami estivi (“Non vedrete mai adattarmi ad un’altra squadra“; “Voglio la linea difensiva molto alta“; “Non mi basta vincere. Mi piace farlo dominando“) e modellando le sue idee alla rosa a disposizione e agli avversari di turno. Risultato? Una striscia positiva di 22 punti nelle ultime 9 partite con 21 gol fatti e 7 subiti, che gli hanno regalato negli ultimi due mesi la miglior difesa del torneo.

Difesa ma non solo. Perché non ricorrendo mai agli alibi per una serie d’infortuni importanti, Paulo ha iniziato a spiegare il suo credo calcistico. Fatto di possesso palla,creando molta densità per vie centrali, sfruttando le fasce e rimanendo quanto più possibile alti. Capitolo a parte merita la gestione dello spogliatoio.

Approdato ai sedicesimi di finale di Europa League, Fonseca è quarto in classifica a 7 sette punti dal duo capolista ma con un vantaggio di 6 punti sul Cagliari, 7 sull’Atalanta e 14 sul Napoli (le ultime 2 hanno una gara in meno).

 

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