Dai veleni alla pace di Pallotta: Juve-Roma resta sempre l’altro derby

Una rivalità storica: Viola contro Boniperti, Sensi contro Moggi, Falcao e Totti sempre protagonisti. E quel gol di Turone…

di Redazione, @forzaroma
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“È il mio derby. La Lazio, quando c’ero io, nemmeno la consideravamo. Esisteva solo la Juve, per tutta la stagione”. La fotografia di Juventus-Roma è nelle parole del Divino Falcao. Era la Roma di Viola, del gol annullato a Turone, della rete in rovesciata di Pruzzo, del cane che mordeva Brio all’Olimpico, della famosa “questione di centimetri” e del righello di plastica recapitato da Boniperti a Viola con restituzione al mittente accompagnata da una battuta rimasta storica: “Penso che serva più a lei che geometra, io sono ingegnere meccanico”.

Una rivalità – come racconta Stefano Carina su ‘Il Messaggero’ – passata negli anni a Franco Sensi. Il rigore negato a Gautieri, il famoso caso Aldair ai tempi di Mazzone, il caso Nakata – che Sensi ottiene di poter far giocare grazie alla modifica della norma sugli extracomunitari due giorni prima. Poi Totti nel 2004 con il poker ai bianconeri e il gesto del 4 a Tudor, invitandolo ad andare a casa. Sulla panchina romanista c’è ancora Capello. “Mai in bianconero”, giura Don Fabio. Ma nella stagione successiva si consuma il tradimento.

In tempi recenti arriviamo a Garcia che mima di suonare il violino il 5 ottobre del 2014. Poi tutto molto meno con Pallotta. Che aprì i cancelli di Trigoria ai bianconeri, allenati da Conte, per permettere loro di preparare al meglio la finale di Supercoppa Italiana. E negli anni Roma e Juve sono state spesso e volentieri a braccetto nelle lotte in Lega. Trend che visto il modus operandi dei Friedkin è destinato a rimanere immutato.

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