Da Mancini a Darboe, la mediana è giovane

Da Mancini a Darboe, la mediana è giovane

Prima convocazione per il lasse 2001, nativo del Gambia, arrivato in Italia da migrante minorenne

di Redazione, @forzaroma

Rodwell o Buchel possono attendere, scrive Stefano Carina su Il Messaggero. Una possibilità – quella legata ai due svincolati che si stanno allenando a Trigoria – che evidentemente non deve accendere Fonseca più di tanto se, per oggi, preferisce confermare Mancini mediano e convocare il giovanissimo Darboe.

Il classe 2001, nativo del Gambia, è arrivato in Italia da migrante minorenne e non accompagnato dai genitori. Trasferito nel reatino grazie allo Sprar, il Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati, s’è messo in mostra nell’Asd Young Rieti.

Quando la Roma lo ha notato, ha dovuto attendere un lungo iter burocratico prima di poter ultimare il tesseramento. Ottenuto lo status di rifugiato, al ragazzo è servito anche l’intervento da parte della Fifa più l’autorizzazione dell’assistente sociale in veste di tutore nominato dal Tribunale.

Oggi Darboe è pronto a vivere un piccolo sogno. Quello che per altri versi, ben più prosaici, sta vivendo Mancini. Partito come riserva al debutto in campionato, dalla trasferta di Lecce, non è più uscito. Non è un caso che nell’emergenza, il tecnico portoghese abbia chiesto proprio a lui di sacrificarsi in una posizione così delicata.

Con i dovuti paragoni, Mancini nel 4-1-4-1 è un po’ il Desailly della Roma, argine davanti alla difesa ma pronto ad abbassarsi in fase d’impostazione per far partire l’azione.  Promosso con il Mönchengladbach, questa sera Gianluca cerca la conferma con il Milan.

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