Da Kalinic a Perotti, c’è vita in panchina

Da Kalinic a Perotti, c’è vita in panchina

La rosa al completo, pur non essendo di estrema qualità, non era mai stata a disposizione

di Redazione, @forzaroma

Meglio tardi che mai, si dice in questi casi. Pian piano Fonseca sta recuperando i desaparecidos, tutti quei calciatori che, per un motivo o per un altro, in stagione hanno dato poco o nulla, scrive Alessandro Angeloni su Il Messaggero.

Non è nemmeno troppo tardi, visto che un obiettivo, l’Europa League, la Roma deve ancora provare a raggiungerlo e per quello serviranno tutti. Fonseca sta lavorando sulla sfida con il Sivilia ed, eventualmente, quelle dopo. Si giocherà ad agosto e la Roma deve arrivarci con il maggior numero possibile di uomini. E’ sicuramente un successo ritrovare Kalinic, che doveva fare il vice Dzeko ma spesso non è stato all’altezza. Il gol al Brescia, quelli prima del lockdown a Cagliari sono una piccola goccia nel mare ma sapere che Nikola possa essere utile e affidabile è già un grande passo in avanti, specie con Dzeko che non può sostenere certi ritmi, né giocarle tutte.

Solo ora Fonseca riesce a fare turnover come avrebbe voluto, e la rotazione comincia a dare dei risultati: il minutaggio spezzato (e anche il nuovo modulo) aiuta gli ex infortunati e i giovani come Villar e Carles Perez, che vengono inseriti senza pretendere tutto e subito, così come Ibanez, gettato nella mischia perché Fazio non era pronto nel post lockdown.

Bruno Peres è stato promosso spesso come titolare e la difesa a tre gli dà vantaggi, anche se i limiti del brasiliano li conosciamo tutti. Spinazzola si alterna a Kolarov, con più continuità, e il serbo non è più obbligato a giocarle tutte come succedeva prima e negli anni precedenti.

Perotti a Brescia è sembrato un altro rispetto alle ultime apparizioni (non è quello dell’espulsione per frustrazione con l’Udinese) e in più uomo assist, con Villar sempre ben presente (anche negli errori, spesso figli della gioventù), poi Spinazzola e Zaniolo, addirittura tornato al gol dopo sette mesi. All’appello mancano Kluivert e Under (Jesus resta desaparecidos), ultimamente spariti dai radar. Ma tutti e due, nella testa di Fonseca, dovranno essere utili da qui in vanti.

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