Da Gerson a Alisson, le facce del mercato di riserva

A differenza di Spalletti gli altri allenatori delle big possono permettersi di ruotare maggiormente le loro rose

di Redazione, @forzaroma

La Roma è una squadra senza carattere e personalità? Sarebbe curioso sapere cosa ne pensano di questa tesi calciatori come Strootman, Nainggolan, De Rossi e Manolas che fanno proprio del temperamento il loro quid in più. E se il problema fosse diverso? Uno su tutti: le rotazioni limitate alle quali Spalletti è costretto in mediana e in attacco dall’inizio della stagione, come evidenzia Stefano Carina su Il Messaggero.

Tralasciando l’annoso problema delle fasce difensive (a proposito: domenica a sinistra ha giocato Ruediger, un centrale di piede destro), da agosto il tecnico ha avuto a disposizione a centrocampo i soli Strootman (reduce da uno stop di 2 anni), Paredes, Nainggolan e De Rossi.

L’altro elemento utilizzabile, Gerson, Lucio non lo vede (13 minuti in campionato) mentre Florenzi, finché non si è infortunato, gioco-forza ha fatto il terzino destro. Diversa è la quantità degli interpreti a disposizione degli altri allenatori che, diversamente da Spalletti, possono permettersi di ruotare maggiormente le loro rose, evitando così di averle in apnea già a novembre (i casi di Nainggolan e Strootman, lasciati a casa dai rispettivi ct, sono emblematici, ndc).

La Roma è l’unica delle big a non avere un centravanti di riserva. Se non gioca Dzeko, si cambia modulo. La Roma ha speso male in sede di mercato. La panchina di Bergamo, tra Alisson, Iturbe, Gerson e Juan Jesus, si portava dietro quasi 60 milioni di investimenti e, tolto il difensore, appena 50 minuti disputati in campionato. Un lusso, superfluo, da correggere a gennaio con l’arrivo di almeno un paio di elementi, scelti da Spalletti, tra mediana e attacco.

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