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Gasperiniani si nasce, sarebbe la situazione migliore, ma ci si diventa pure. il discorso non riguarda solo il calciatore acerbo, quello che va istradato, è una magia che può cogliere chiunque. L'essere gasperiniano, quando l'allenatore è Gasperini, diventa uno stato dell'anima.
Prendiamo - scrive Alessandro Angeloni su Il Messaggero - ad esempio Celik: un discreto terzino, che aveva fallito con Mourinho e che Claudio Ranieri aveva "salvato" inventandoselo difensore centrale/esterno. Oggi Celik non solo è tornato ad agire nel suo vecchio ruolo, diventando uno dei migliori del campionato: cross, si propone, lotta, marca, lo trovi dentro l'area avversaria. Sono pochi i calciatori della Roma che Gasp non sia riuscito a portare a sé, a dipingerli a sua immagine. Dovbyk, uno di questi: gli smarcamenti di Malen, a lui non sono entrati in testa. Qualche dubbio invece lo teniamo su Ferguson, che sale e poi si ferma, non si capisce dove possa arrivare. Pisilli ci ha messo un po' ma sta arrivando, così come El Aynaoui. Chi sembra diventato il suo nuovo Toloi è Ghilardi. Un giovane cresciuto "in maniera esponenziale", per dirla alla Gasp. Quello che abbiamo visto contro il Milan è stato mostruoso, degno dell'assente giustificato Hermoso, altro gasperiniano doc. La sfida di Gasp adesso è con Vaz. Ecco, Vaz ha bisogno anche di questo, e avra tempo. Due partite, due presenze: la fiducia del tecnico c'è. Gasperini sta lavorando anche su Svilar. Ma come, si dirà, pure su un portiere che sfiora quasi la perfezione? Sì. Mile deve/dovrà migliorare la gestione del pallone con i piedi. Il tecnico è riuscito a tirar fuori qualcosa in più pure dai più affidabili, Koné, Mancini e Cristante: il francese sta imparando pian piano a velocizzare il pallone, a giocare più in verticale.
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