Così solida prima, così fragile oggi: metamorfosi di una rosa in-difesa

Così solida prima, così fragile oggi: metamorfosi di una rosa in-difesa

La Roma difendeva di squadra, oggi non lo è. Il reparto arretrato è meno coperto dal centrocampo

di Redazione, @forzaroma

Florenzi e Kolarov esterni, Manolas e Fazio centrali. Era il quartetto tipo dello scorso anno. La Roma ha chiuso il campionato con ventotto reti subite, quest’anno, e siamo alla 15esima giornata, i giallorossi hanno incassato 20 reti. Qualcosa, a quanto pare, è cambiato, scrive Alessandro Angeloni su Il Messaggero.

La Roma non era troppo brillante ma ha sempre mostrato una certa solidità difensiva, anche grazie alla ottima stagione di Manolas e di Fazio, oltre che quella di uno splendido Alisson e delle alternative come Jesus. La Roma difendeva di squadra, oggi non lo è per questo becca gol in ogni occasione, tranne tre volte contro Torino, Frosinone e Empoli, ovvero due volte fuori casa e una all’Olimpico. E’ chiaro che il problema non riguarda solo gli uomini della difesa, ma va ricercato altrove. Il centrocampo dell’anno scorso, che giocava a tre e non due, aveva giocatori di carattere, di temperamento, di corsa. Nainggolan e Strootman, è vero che ora funzionano poco con le rispettive squadre, ma qui funzionavano, eccome. La difesa adesso è meno protetta: l’assenza di De Rossi è pensante. Cristante e Nzonzi stanno diventando solo ora una coppia e il primo specialmente è in crescita costante, migliora il rendimento ma non è ancora un leader, così come non lo è il francese. La Roma aveva e ha bisogno di uomini, magari con poco talento, ma uomini.

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