Così Parnasi e Lanzalone “pilotavano” il Campidoglio: “Facciamo altri due stadi”

Così Parnasi e Lanzalone “pilotavano” il Campidoglio: “Facciamo altri due stadi”

Il ruolo del costruttore e del legale M5S che condizionavano incarichi e strategie. L’avvocato si sfoga: “Ormai mi chiamano
pure per farsi alzare lo stipendio dal Comune”

di Redazione, @forzaroma

Da quando aveva messo piede in Campidoglio, per volontà dei vertici del Movimento, Luca Lanzalone gestiva tutte le partite aperte. Un uomo invisibile, di fatto, il sindaco-ombra. Nelle sue mani, come scrive Valentina Errante su Il Messaggero, la vicenda dello stadio di Tor di Valle, il concordato Atac e l’istituto di previdenza del Comune. E, soprattutto, gli affari di Luca Parnasi, presenti e futuri, che proprio Lanzalone gestiva dall’interno.

Per l’amministrazione il superavvocato Cinquestelle, che aveva già un piede nel governo non esisteva e non riceveva compensi, fino alla nomina in Acea.  Intanto, a garantirgli cospicui compensi, tramite consulenze dirette e indirette, era invece Luca Parnasi. Perché l’imprenditore, arrestato insieme al legale mercoledì scorso, grazie a Lanzalone, non solo era riuscito a superare il muro di opposizione dei Cinquestelle, contava di realizzare molti altri progetti, condizionando ancora l’iter amministrativo del suo business dal progetto del Palazzetto del basket, da costruire all’ex fiera di Roma, al progetto sullo stadio Flaminio. Ma la partita era anche politica e Parnasi puntava agli stadi di Milano, Napoli, Bologna e Bari.

Intanto, Lanzalone apriva a Parnasi la porta dei Cinquestelle («Devi presentarmi Di Maio», gli dice l’imprenditore) e Parnasi, che finanziava l’intero arco costituzionale, ma soprattutto la Lega, garantiva al legale, una nuova sponda, grazie al suo legame con Matteo Salvini e Giancarlo Giorgetti.

In una telefonata dello scorso maggio, Parnasi dice a Lanzalone: “Noi vorremmo fare la legge sugli stadi col palazzetto del basket per Fiera di Roma e come contributo straordinario, come abbiamo fatto l’Ostiense sullo stadio, facciamo il Flaminio, così facciamo altri due impianti e son sei milioni… non è male no?. In questo modo Roma ha il nuovo stadio di calcio della Roma, PalaTiziano per la pallavolo, palaFiaminio per il rugby”.

In veste di presidente di Acea Lanzalone ha già avviato il progetto di acquistare una nuova sede proprio nel business park di Tor di Valle. E anche sul Palazzetto del basket deve intervenire come Acea, Parnasi gli dice: «La cosa della Fiera si può fare e con la banca è politico, tu rappresenti Acea». Ed è ancora a Lanzalone che Parnasi affida la pratica sui “Mercati generali”, un contenzioso da 70 milioni di euro con il Comune di Roma.

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