Così Mister X decideva i risultati: “L’ordine arrivava mezz’ora prima”

di finconsadmin

(Il Messaggero – R.Pezzini) Ci sono i nomi di Gattuso e di Brocchi, ma ritorna anche quello di Antonio Conte, allenatore della Juve. E poi Tare, ds della Lazio, il presidente Lotito, calciatori che già erano finiti nelle sabbie mobili del calcioscommesse come Milanetto e Stefano Mauri. Qualcuno è indagato, qualcun altro no. I pm consigliano prudenza prima di emettere verdetti precoci, ma è un fatto che dalle 212 pagine dell’ordinanza del gip di Cremona, Guido Salvini, il calcio ne esce nuovamente a pezzi.

MISTER X A MILANELLO 
Il personaggio chiave di questo spezzone di inchiesta è Francesco Bazzani, 57 anni. Fino a qualche mese fa era “Mister X”, o il “Civ”. Di lui si parlava nelle intercettazioni come di un personaggio potentissimo nel giro bolognese delle combine che faceva capo a Beppe Signori, ma polizia e magistrati non erano riusciti a dargli un nome fino al luglio scorso quando Mister X ha preso le sembianze di Bazzani. La polizia è andata a ritroso studiando (attraverso fatture d’albergo e tabulati telefonici) i suoi spostamenti e i suoi contatti nei mesi caldi delle scommesse, fra gennaio e maggio 2011. «Bazzani» scrive il gip Salvini «presenziava, per controllare l’evoluzione della competizione in rapporto alle scommesse, alle seguenti partite: Milan-Lazio dell’1 gennaio 2011; Chievo-Milan del 20 febbraio; Milan-Bari del 13 marzo; Lazio-Juventus del 2 maggio; il 2 febbraio s’introduceva nel centro sportivo di Milanello; e il 19 maggio vi entrava nuovamente dove inviava messaggi a Gattuso e Salvatore Pipieri (factotum di Ringhio)».
600 MILA EURO A PARTITA
L’ex calciatore Ivan Tisci ha raccontato che spesso Bazzani e il suo sodale Spadaro si trovavano all’Hotel Una Tocq di Milano con gli ”Zingari”, l’ormai celebre banda degli scommettitori stranieri: «Bellavista (altro personaggio coinvolto nel giro delle scommesse, ndr.) mi disse che (Bazzani) diceva di essere legato a società e dirigenti di squadre di calcio… Chiedeva agli zingari soldi per sistemare le partite (di serie A)». Erano somme da capogiro, 5 o 600 mila euro da girare a dirigenti e giocatori. «Qualora» prosegue il racconto di Tisci «si fosse raggiunto un accordo, mezz’ora prima dell’incontro avrebbe rivelato la partita su cui scommettere e anche il rispettivo dirigente della squadra avrebbe comunicato nello spogliatoio ai giocatori il da farsi». Secondo un altro personaggio coinvolto da tempo nello scandalo, il tabaccaio Massimo Erodiani, in quella primavera del 2011 Bazzani offrì agli zingari di pilotare il risultato «di Palermo-Chievo e Sampdoria-Palermo». È accertato, tramite il traffico telefonico, che Mister X aveva frequenti contatti con D’Anna del Chievo. E anche in altre squadre aveva agganci importanti. In un sms decrittato dalla polizia uno degli interlocutori scrive che «il Civ (ovvero Bazzani) ne ha cinque a Modena che gliela possono dare». Ovvero, cinque atleti di Sassuolo-Modena (serie B) disposti a pilotare il match.
GLI SMS A CRISTIAN BROCCHI
Frequentissimi i colloqui via telefono con giocatori della Lazio. A maggio del 2011 fra Mauri e Bazzani c’è un fitto scambio di sms alla vigila delle partite, specie il famoso Udinese-Lazio (2 a 1) in cui Zarate sbagliò clamorosamente un rigore. Prima di Bologna-Lazio (3 a 1) il faccendiere contatta per dieci volte Cristian Brocchi. Prima di Lazio-Juventus (0 a 1) nove sms sempre a Brocchi. Poi Bazzani va allo stadio e durante il match contatta un’assistente di Tare (Marina Muroni) chiedendo di parlare con il ds. E chiede: «Lotito è arrivato?». La chiosa del gip è maliziosa visto che cita una dichiarazione di Erodiani secondo cui «nell’ambito degli scommettitori esce spesso la notizia che Lotito è quello che gestisce le partite e le combine della Lazio insieme con l’ex presidente dell’Ancona, Ermanno Pieroni».
CONTE SI CHIAMÒ FUORI
Secondo l’accusa, Bazzani contattando ripetutamente il giocatore bergamasco Bombardini si dà molto da fare anche intorno alla famosa Siena-Albinoleffe in relazione alla quale Antonio Conte è stato squalificato lo scorso anno. E su quell’incontro ci sono novità. Cinque mesi fa, infatti, l’ex portiere del Siena Coppola durante un interrogatorio è tornato sulla presunta combine chiamando nuovamente in causa Conte che all’epoca allenava il Siena: «Quando nello spogliatoio l’argomento dell’accordo con i giocatori dell’Albinoleffe fu introdotto ci lasciò sostanzialmente decidere come meglio credevamo, ciascuno per conto suo. In sostanza lui si chiamò fuori. Conte ribadì che ci teneva ad arrivare primo, ma che, qualora la squadra si fosse ritenuta impegnata dall’accordo con gli avversari, ci avrebbe lasciato fare».
GLI INCONTRI CON ”RINGHIO”
Sempre in relazione al 2011, ci sono nel mirino quattro partite del Milan, che al termine di quella stagione vinse lo scudetto. Prima e dopo gli incontri dei rossoneri con Chievo, Lazio, Cagliari e Bari, Bazzani ebbe frequenti contatti sia con Rino Gattuso sia con il suo amico fraterno Salvatore Pipieri. In due occasioni andò pure a Milanello con l’intento di incontrare Ringhio. Ai magistrati interessa, soprattutto, il pareggio con il Bari (1 a 1) poiché due scommettitori del giro bolognese, durante una conversazione, etichettarono come «coglioni» i giocatori del Bari che avevano «rifiutato almeno sei mila euro a testa» per una sconfitta con almeno due gol di scarto.
La seconda parte dell’inchiesta riguarda il 2013 e il tentativo fatto da un socio di Bazzani, Salvatore Spadaro, di rimettere in piedi il giro delle partite truccate. Scampato alla prima parte dell’inchiesta, Spadaro sarebbe recentemente tornato in pista parlando con i suoi interlocutori di partite da taroccare camuffandole per «acquisti di case al mare, in montagna o in pianura», cioè per i magistrati di «partite di serie A, serie B o di Lega Pro». Nelle intercettazioni, alquanto criptiche, Spadaro si limita a dare vaghe indicazioni per scommettere soprattutto su incontri della Lega Pro, ma a un certo punto parla anche di due partite del Palermo, con Inter e Bologna.

 

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