Ciro apre alla Roma

Ha un ingaggio accessibile ed il suo cartellino costa la metà di quello che il Siviglia chiede per Bacca

di Redazione, @forzaroma

Ciro Immobile apre al ritorno in Italia: «È vero, stavolta non è fantacalcio. C’è la possibilità di un mio rientro ma devo parlare prima con il nuovo allenatore del Dortmund. Fa piacere essere accostati ai grandi club italiani». Tra questi, c’è la Roma. Ad aprile il club giallorosso ha incontrato uno degli agenti dell’attaccante, Alessandro Moggi, per capire le condizioni dell’affare. La disponibilità del calciatore, come dimostrano le parole di ieri, esiste: reduce da una stagione-no, vuole voltare pagina. Ha avuto difficoltà di lingua e d’inserimento e il fatto che il tecnico che lo aveva richiesto (Klopp) sia andato via, non aiuta. Il nuovo allenatore dei tedeschi, Tuchel, non ha chiuso ad un suo possibile addio: «Può restare. Avrebbe un’altra chance». Senza voler fare l’esegesi delle sue parole, si evince però che la permanenza è una possibilità. Non quindi una certezza e/o una necessità. Ciro, dal canto suo, vuole tornare in Italia: ha una moglie in dolce attesa che spinge per avvicinarsi a casa (è abruzzese), senza contare che con l’Europeo alle porte, questo è il momento giusto.

 
IDENTIKIT GIUSTO –  Rispetto ad altri centravanti accostati (Dzeko) e/o offerti (van Persie) alla Roma, Immobile ha il vantaggio di avere un ingaggio (2 milioni più bonus) e costi accessibili. Acquistato per 19,4 milioni, dopo un anno di ammortamento, il valore del cartellino è sceso intorno ai 15 (più o meno quanto s’intende ricavare dalla cessione di Gervinho). La metà di quanto il Siviglia chiede per Bacca («La Roma è un top team», le parole dell’agente Barila), pallino di Sabatini. E almeno 8-10 milioni in meno di un altro calciatore che piace molto a Trigoria: Aubameyang. A febbraio una proposta del ds giallorosso di 12 milioni per il gabonese, è stata ritenuta irricevibile. Per Immobile, invece, basterebbe appena un piccolo sforzo in più. Senza contare che è giovane (classe ’90) ma esperto, può ricoprire il ruolo di centravanti ma all’occorrenza anche di esterno e ha confidenza con il gol, quello che è mancato quest’anno alla Roma (dopo 22 anni nessun giallorosso in doppia cifra): 28 reti col Pescara in B, 22 con il Torino in A.

 
INSIDIE –  La Roma per Immobile non è sola. La Fiorentina si è fatta avanti ma quando il club tedesco ha chiesto in cambio Babacar, le comunicazioni si sono interrotte. Il nuovo Napoli di Sarri ci sta facendo un pensiero, soprattutto qualora dovesse cedere Higuain. E anche il Milan (interessato a Romagnoli), monitora la situazione. A Roma, però, Immobile avrebbe la garanzia di giocare la Champions. Non una cosa di poco conto. Il modus operandi del club giallorosso, illustrato da Garcia una decina di giorni fa, «prima cedere e poi comprare», magari potrà anche non essere rispettato cronologicamente ma è inevitabile che a Trigoria (ieri summit Sabatini-Baldissoni-Zanzi) dovranno prima avere la certezza di poter piazzare qualche elemento ritenuto in esubero (Gervinho, ma non solo, è in partenza: ieri a Parigi emissari dell’Al Jazira hanno incontrato l’ivoriano, oggi saranno in Italia), risolvere le comproprietà di Nainggolan e Bertolacci e poi inizieranno a muoversi (per il terzino sinistro è ballottaggio Adriano-Digne) in entrata.

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