C’è una fascia che imprigiona la fantasia

Gomez e De Rossi sono gli unici due a non aver aderito alle nuove regole imposte dalla Lega Serie A che le motiva così: “Una decisione ispirata da quanto accade in Premier League”

di Redazione, @forzaroma

Altro che graziati. Andrebbero ringraziati, scrive Gianfranco Teotino su Il Messaggero. De Rossi e il Papu, Gomez. Gli unici due capitani che hanno avuto voglia di ribellarsi alla più grottesca delle riforme del calcio italiano: la normalizzazione della fascia. Anzi, la sua unificazione. Ribellarsi poi, anche no, non esageriamo.

“Una decisione ispirata da quanto accade in Premier League”. Così è stata motivata dalle parti della Lega, quella di Serie A. Ok. Ditegli di sì. Siamo in ritardo di anni luce rispetto alla Premier League, che certo deve essere un esempio, e allora che cosa imitiamo? I provvedimenti per prevenire la violenza e combattere gli hooligans? La pacificazione delle curve? Gli impianti sempre ristrutturati e rinnovati, comodi e sicuri? Gli incentivi a riempire gli stadi? I terreni di gioco curati e sempre verdi? Le partite che cominciano in perfetto orario? L’intensità e la qualità del gioco? Macché: dobbiamo dire basta all’anarchia dei capitani, la fascia deve essere uguale per tutti.

Scopiazzata l’idea, dando un bel calcio alle tradizioni, che sono diverse da Paese a Paese: da loro è sempre stato così, da noi ormai sono decenni che le fasce vengono personalizzate.

E’ vietata, severamente vietata la fantasia dei calciatori, la loro voglia di lasciare un segno, un messaggio, una dedica, un ricordo, magari diversi da partita a partita. Quelle tracce di umanità, che ormai si ritrovano con grande difficoltà in un calcio sempre più nelle mani di sponsor e tv, sono indigeste alla Lega del supermanager Micciché. C’è di buono che il calcio italiano è da sempre incapace di far rispettare le sue regole. Anche Gomez e De Rossi lo sanno. 

0 Commenta qui

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy