Campionato rischiatutto

Il nostro calcio prepara la spallata al difensivismo e punta sul coraggio

di Redazione, @forzaroma

Esce di scena, pure per sua scelta, il miglior risultatista italiano del momento (ultimo lustro): Massimiliano Allegri fa il disoccupato da pentacampione. Lo sostituisce Maurizio Sarri, che arriva a Torino dopo aver alzato il 1° trofeo in carriera. La serie A riparte proprio dallo storico avvicendamento sulla panchina più prestigiosa. E il passaggio di testimone è simbolico per l’intero movimento: ovunque gli allenatori, da Nord a Sud, vogliono rischiare di più. Su input dei club che li hanno chiamati. Il messaggio è intrigante: il pubblico merita di divertirsi. Il cambiamento è incorso.

Gli sfidanti principali della Juve sono Carlo Ancelotti e Antonio Conte. Loro hanno sempre puntato sull’organizzazione. Ma vogliono andare oltre, alzando il baricentro rispettivamente del Napoli e dell’Inter. Come scrive Ugo Trani su Il Messaggero, più ingombrante il ruolo di Marco Giampaolo nel Milan e di Paulo Fonseca nella Roma. A Trigoriahanno puntato sul portoghese proprio per lo stile di gioco con cui griffa il suo 4-2-3-1: difesa altissima, mediani-incursori e rombo offensivo con 4 attaccanti costantemente in pressing. Calcio in verticale. E coraggioso.

La serie A, insomma, abbandona la paura. Non è questione di classifica ma di spirito. Basta pensare al Sassuolo di Roberto De Zerbi: il suo 4-3-3 è creativo. Come quello della Sampdoria di Eusebio Di Francesco. Ma va seguito anche chi predica calcio con il 4-3-1-2: il Cagliari di Rolando Maran che ha talento a centrocampo e davanti, il Genoa di Aurelio Andreazzoli che si sposta spesso nella metà campo avversaria, il Brescia di Eugenio Corini che ha in più la potenza di Balotelli e il Lecce di Fabio Liverani.

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