Calcio, contagio alla rovescia

Calcio, contagio alla rovescia

La parola d’ordine è “finire i campionati”. Ma salgono i positivi. Ieri due nella Fiorentina e due nella Samp: in serie A ora sono 11

di Redazione, @forzaroma

È uno stillicidio. Oggi, domenica, non si conteranno gol e punti delle squadre, ma gli ammalati di coronavirus, scrive Romolo Buffoni su Il Messaggero.

Ieri la notizia delle positività di Pezzella e Cutrone della Fiorentina (che si aggiungono a Vlahovic e a un fisioterapista) e quelle di Depaoli e Bereszynsky della Samp, che porta il totale in casa blucerchiata a 7 più un medico.

La serie A, con Rugani, Gabbiadini, Colley, Ekdal, La Gumina e Thorsby, sale a 11. Una triste squadra.

Il virus ha contagiato un calcio confuso, che ha deciso di voler ripartire al più presto con i campionati nazionali e con le Coppe europee ma che non sa ancora come fare.

Ne discuteranno martedì Uefa, Leghe, Eca, Fifpro, in videoconferenza data l’impossibilità di viaggiare. “Finiamo i campionati”, auspica in prima linea la Figc disposta anche a inaugurare la formula play-off e play-out (in Inghilterra sarebbero invece disposti a dare il tirolo al Liverpool, che ha 25 punti di vantaggio sul City).

Ma è impresa complicata stilare un nuovo calendario che comprenda la fase finale di Champions League ed Europa League e, per quanto riguarda la serie A, la disputa delle restanti 12 giornate (per otto squadre 13). Sarebbe dura anche senza ulteriori intoppi, se cioè si potesse con certezza pensare di tornare in campo nel week end del 4-5 aprile.

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