Il difensore dell'Arsenal, impegnato sabato nella finale di Champions, ammette il desiderio di tornare a vestire la maglia giallorossa: "Ora sto benissimo qui, ma ho un conto in sospeso a Trigoria"
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Ci sarà anche un po' di Italia, e ovviamente di Roma, nella finale di Champions League in programma tra due giorni tra Arsenal e PSG. Il riferimento è a Riccardo Calafiori, che a Gianluca Lengua su 'Il Messaggero' ha parlato anche del desiderio di tornare a Trigoria un giorno.
Cosa ha significato per lei andare via dell’Italia? C'è il progetto di tornare? "Uno dei motivi per cui sono andato a giocare in Inghilterra è stato che gli italiani che avevano fatto la carriera in Inghilterra erano pochi. Volevo uscire dalla comfort zone e provare il fatto un italiano potesse fare bene qui e addirittura vincere la Premier. Quindi era anche una sfida personale che a quanto pare ho soddisfatto. Ovviamente prima o poi credo di tornare in Italia, anche perché come si sta in Italia non si sta da nessuna parte. Ho dei conti in sospeso anche lì però sto veramente benissimo adesso".
Contento per la qualificazione in Champions della Rorna? Ha sentito suoi ex compagni? "Contentissimo. Ho sentito Mancini, Cristante e Pellegrini e alcuni mi hanno scritto per il compleanno".
La Roma ha scelto di fidarsi del tecnico, proprio come ha fatto l'Arsenal. Pensa che un giorno la Roma percorrere le stesse orme dei Gunners? "Sono contento del fatto che la Roma abbia dato fiducia a Gasperini. Credo possa fare solo del bene alla piazza e alla società. Ripartire da questa qualificazione in Champions spero possa portare la Roma dove merita, a quella squadra a cui ero abituato quando ero piccolo. Li tifo sempre".
Cosa proverà la prossima stagionese ci si scontrerà? "Ci vediamo all'Olimpico a settembre, me la sono immaginata così. Ci ho già giocato contro quando ero al Bologna. Sentire il boato «The Champions» sarebbe un’emozione incredibile".
Uno dei conti in sospeso che ha è la Roma? Si immagina di tornare un giorno? "Sì il riferimento è solo alla Roma. Ho giocato pochissime partite, ero piccolo e mi piacerebbe tornare un giorno perché è la mia squadra del cuore nella mia città. Adesso sto benissimo qui e non vedo l'ora di tornare a vincere".
Gattuso sta per firmare per la Lazio è contento che per il suo ritorno dopo la Bosnia? "Mi dispiace dove è andato ad allenare (ride ndr). È stata la prima persona che ho sentito la mattina dopo che ho vinto la Premier. L'ho chiamatoio perché da quando era successo tutto non ci eravamo più sentiti, ho preferito aspettare e lui credo mi abbia capito. Con me si è comportato benissimo, sia come persona sia come allenatore, mi è stato molto vicino in un momento difficile".
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