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Il Messaggero

Boniek: “Zaniolo ha un grande potenziale, ma vuole fare tutto da solo”

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Continua poi il vice presidente dell'Uefa: "Mourinho per Roma è l’uomo giusto, Zalewski ha il futuro davanti a sé"

Redazione

Zibi Boniek ha rilasciato un’intervista a Stefano Carina per Il Messaggero. L’ex giocatore della Roma – in giallorosso per tre stagioni, dal 1985 al 1988 – ha parlato della squadra di Mourinho, di Zalewski e Zaniolo. Queste le sue parole.

Nei convocati della Polonia ci sarà spazio anche per Zalewski?

"Nicola è certamente un calciatore monitorato. So che il ct Michniewicz lo sta seguendo e vuole venire a Roma per vederlo giocare dal vivo. Il ragazzo ha tutto per fare bene: tecnica di base, velocità, salta l’uomo. Mourinho gli ha poi ritagliato questo nuovo ruolo di laterale, sta facendo benissimo. Ha il futuro davanti a sé, dipende da lui saperlo sfruttare".

Ad inizio stagione, chiedeva ad Abraham di essere più cinico sotto porta. Ora l’inglese la convince un po’ di più?

"Mi ha sorpreso, lo ammetto. È volenteroso, tenace, ambizioso, forte fisicamente. Non lo facevo così pronto a sacrificarsi per la squadra. Veramente bravo. Ma un applauso va fatto anche a Mourinho perché in pochi mesi lo ha trasformato".

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A proposito dello Special: adesso si vede la sua mano.

"José è l’uomo giusto. Se la Roma arrivasse quarta, sarebbe un miracolo. Se arriverà, come penso, dal 5° al 7° posto bisognerà accettare il verdetto e pensare che il progetto è triennale. Non dimentichiamo però che c’è la Conference League. Sarebbe importante vincerla per proseguire nel processo di crescita".

Cosa manca alla Roma per competere con le prime?

"Semplice, 3-4 calciatori che possano rinforzare l’organico".

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In questo organico include Zaniolo?

"Non lo so, di certo è un ragazzo che ha un grande potenziale. Il problema è capire se queste capacità intende sfruttarle per se stesso o per la squadra. Le qualità enormi che possiede, dovrebbero rappresentare un quid in più per la Roma, non per lui. E invece quando ha la palla, vuole sempre partire in progressione e fare tutto da solo. Nel calcio non funziona così".