Il Napoli ha il demerito di essersi seduto sul doppio vantaggio, i giallorossi il merito di averci creduto sempre
Mora tra luci e ombre: Rodrigo deve spiccare il volo
Fuochi d'artificio al Maradona: due a zero, due a due, tre a due e tre a tre. Bella, divertente, una partita che merita gli applausi finali dello stadio di Fuorigrotta, che ha colto la bellezza di questo pomeriggio senza sole, terminato con 15 tiri in porta contro 24, giocate di alta scuola e gol da videogame, scrive Alessandro Angeloni su Il Messaggero. La Roma insegue, sogna, poi ricade nei suoi peccati e, quando tutto sembra grigio come la maglia esibita per l'occasione, risorge, sospinta dai suoi benedetti argentini, Soulé e Balerdi. Il Napoli si illude, gioca, forse, la sua migliore partita della stagione trascinata da un Mctominay (doppietta) straordinario e da un Anguissa in versione acrobata (splendida rete in rovesciata), ma alla fine perde l'occasione per rilanciarsi, anche perché Allegri, pure espulso per proteste nel finale, tarda a operare i cambi, lasciando in campo un De Bryune ormai sulle gambe, senza più spinta né idee. Gasp fa il mago e la recupera senza attaccanti e con un centrocampo contato, ma con un Soulé in stato di grazia e un Balerdi in versione bomber. Se le sono date, dal principio alla fine: Gasp mosso dalla sua solita idea di calcio in verticale, Allegri con un blocco basso e ripartenza sistematica che hanno fatto scuola e che in quest'occasione sembravano avergli dato ragione per larga parte del match.
La Roma non si attacca, si aspetta e così è andata, con i giallorossi che per un'ora hanno fatto fatica a trovare la strada giusta verso la porta di Meret, lasciando spesso campo aperto alle ripartenze orchestrate da De Bruyne e soci. Il Napoli ha il demerito di essersi seduto sul doppio vantaggio, la Roma il merito di averci creduto sempre, fino a pochi secondi dal gong, come con l'Atalanta a inizio stagione. Gasp resta lassù, con i suoi obiettivi m acon una rosa sempre al limite e ora con qualche inedito scricchiolio difensivo di troppo (in un solo match la Roma incassa le stesse reti prese in totale nelle precedenti giornate; il Napoli perde un altro treno, cade dal trampolino del campionato e Allegri si dispera, perde lucidità, lasciando il campo con il classico lancio della giacca, trattenuto dai suoi per evitargli conseguenze nefaste post espulsione.
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