Attacco al derby

Attacco al derby

Ferie e allerta meteo non frenano i tifosi: saranno in 50mila. Sfida tra il consolidato 3-5-2 della Lazio e il giovane 4-2-3-1 proposto dalla Roma al suo “anno zero”

di Redazione, @forzaroma

Il derby all’improvviso. Subito la Partita, senza aspettare nessuno, scrive Ugo Trani su Il Messaggero. Ore 18 all’Olimpico, sapendo che nemmeno il meteo ha pazienza. Allerta codice giallo della protezione civile, dall’afa al temporale, come se niente fosse.

Lo stadio, e a prescindere dal maltempo, mostra però la cornice che merita la sfida: almeno 50 mila spettatori. È solo la partenza, ma il testa a testa sarà il leitmotiv calcistico della Capitale per l’intera la stagione: Inzaghi e Fonseca presto rappresenteranno l’Italia nell’Europa League, ma il pensiero di entrambi va oltre. Guardano già alla Champions. L’unico posto a disposizione in serie A sembra essere solo il 4°. Se lo giocheranno loro fino al 24 maggio.

Intrigante il duello, anche tatticamente. Mirata la preparazione del match. Inzaghi va sul sicuro e, per il 3-5-2, sceglie la squadra base. Sono i migliori a disposizione. Sulla traccia lavora da anni, aggiornata nel finale della scorsa stagione con l’inserimento di Correa accanto a Immobile. Più qualità, più efficacia e più spavalderia.

Fonseca, invece, cerca l’equilibrio che, appena ha messo piede in serie A, è evaporato nella notte del debutto all’Olimpico. Si copre e non è nel suo stile. Perché, nel 4-2-3-1, Florenzi lascia il posto da terzino destro e si ritrova alto a sinistra nel rombo offensivo. Non è il giorno ideale per sbilanciarsi: il Genoa, nell’atteggiamento, copia i biancocelesti. E ogni ripartenza, domenica scorsa, è stata fatale.

In attacco la Roma è già affidabile e spavalda: il totem è sempre Dzeko. Ancora non sa, però, leggere la fase difensiva: Fonseca lavora proprio per renderla squadra. Che oggi non è. E si aspetta sempre il sostituto di El Shaarawy, acquisto diventato fondamentale dopo l’ennesimo infortunio di Perotti. Quando si cambia, in panchina e in campo, serve la pazienza.

 

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