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Antonio Arena è un raggio di luce nelle tenebre che avvolgono la Serie A. Un sedicenne che esordisce e segna in un Paese che reputa i giovani un ostacolo sulla strada verso il successo, diventa un segnale che qualcosa, forse, sta cambiando. E - come scrive Gianluca Lengua su Il Messaggero - lo ha certificato ieri anche il presidente della Figc Gabriele Gravina durante il tavolo che si è tenuto con i rappresentanti delle componenti federali. Il presidente ha preso atto che il sistema di crescita dei talenti italiani è obsoleto e deve essere cambiato. L'obiettivo è adeguarsi agli standard internazionali dove esiste una struttura unica per gestire le categorie giovanili e un'altra per lo sviluppo del talento. L'obiettivo è che il calcio, per le categorie giovanili, riacquisti l'aspetto ludico. Sarà un processo lungo che parte dal basso ma coinvolgerà anche i club di Serie A, perché senza giovani italiani di livello viene anche a mancare il mercato interno tra leghe e, quindi, la sostenibilità dei club di Serie B e C. Dunque, il pensiero di Gasperini, seppur polemico contro la sua società, è condivisibile ma fotografa l'idea che hanno gli allenatori delle big dei ragazzi che si affacciano al grande calcio: «Dobbiamo capire cosa vogliamo fare, se vogliamo essere subito competitivi o puntare sui giovani». Come a voler dire che le due cose non possono camminare parallelamente.
Ma qualcosa si sta muovendo nella direzione giusta, basti pensare a Pio Esposito, ventenne dell'Inter, uomo partita nella gara contro Lecce e quattro gol in 24 presenze totali. Di queste, però, solo quattro sono state da titolare in Serie A e tre in Champions. C'è Camarda (17 anni) che molto spesso subentra nella squadra di Di Francesco, Ahanor (classe 2008) dell'Atalanta piace molto Gattuso ma ancora non ha la cittadinanza italiana e Bartesaghi (20 anni) esterno ormai titolare del Milan. I talenti crescono ma sono ancora pochi se paragoniamo il campionato italiano con le quattro leghe più importanti in Europa. La prima squadra europea che ha regalato più minuti agli Under 20 è lo Strasburgo (ne ha utilizzati 11 in totale in questa stagione), mentre le prime italiane sono Cagliari (6), Como (5) e Pisa (5). Per arrivare a una grande bisogna scendere di molto la classifica e arrivare al 33° posto dove c'è la Roma (4, Ziolkowski, Romano, Pisilli e Ferguson), seguono Milan (3), Inter (2), Juventus (2) e Napoli (0). Il percorso è ancora lungo ma dopo l'esclusione da due Mondiali consecutivi, l'Italia sta prendendo coscienza che qualcosa va cambiato. Anche a livello arbitrale.
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