La metamorfosi è quasi completa. Di certo, al di là dei gusti personali di chi preferisce un tipo di calcio più pragmatico e chi più aggressivo, c'è voluto un po' di tempo ma alla fine ci siamo: la Roma è sempre più a immagine di Gasperini. Uno dei tasselli che mancava, Malen, è arrivato. Perché - scrive Stefano Carina su Il Messaggero - l'osservatore miope potrà dire: "Eh, si segnava poco prima, si segna poco anche adesso che è sbarcato l'olandese". Con una leggera differenza: la mole di occasioni create. una squadra capace di guardare sempre in avanti, di far salire a turno Ghilardi o Mancini, di trasformare Celik in una terza punta, di portare un calciatore sublime come Koné - che però mantiene un idiosincrasia

Il Messaggero
A sua immagine. L’arrivo di Malen ha completato la metamorfosi
abbastanza marcata per la porta avversaria - a rendersi pericoloso, a far sì che l'assist più bello della serata non fosse di Dybala, Soulé o Pellegrini ma di Ndicka per Malen. una squadra che gli somiglia sempre di più. Giovane nell'animo, spigliata, che diverte dando l'idea di divertirsi in campo. Certo, ad essere pignoli manca sempre questo benedetto esterno sinistro di piede destro. Uno così, nonostante la crescita dei quattro centrocampisti in rosa, la Roma non ce l'ha. Pisilli somiglia al francese per le doti d'incursore, Cristante per la personalità, Koné per la forza fisica e nella capacità di recuperare i palloni, El Aynaoui per l'intelligenza tattica. Ma servirebbe uno che racchiudesse queste caratteristiche. Uno step ulteriore che andrà colmato nel prossimo mercato. Perché la Roma per il resto già convince così. È una squadra che ti avvolge, ti toglie il respiro, è capace di metterti spalle al muro anche se ti chiami Milan. alla fine è proprio Malen ad aver cambiato il modo di giocare della Roma. Perché ha una capacità di smarcarsi sul primo passo o come ama ricordare l'allenatore.
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