Zeman, stesso schema: 4-3-3 con sigaretta

di Redazione, @forzaroma

(Corriere dello Sport-A.Ghiacci) Le rassicurazioni sono arrivate da più fronti. Medici, esperti, specialisti. E anche da Trigoria. Zeman sta bene, gli allarmismi sono frutto di informazioni poco chiare.

«Il tecnico lo sentiamo tutti i giorni, è in ottimo stato» raccontano i dirigenti giallorossi. Chiaro però che, trattandosi di un uomo di sessantacinque anni, abituato a fumare tante sigarette al giorno, non appena si era sparsa la notizia, un po’ di preoccupazione tra i tifosi della Roma si era sparsa. Anche ieri, di fronte alle edicole, nei bar, sulle spiagge della prima domenica di vera estate, il tema era sempre più o meno lo stesso: «Ma non avrà alcun problema?» . Sì, assolutamente.(…) Di conseguenza non ne avranno la sua voglia e le sue capacità di tecnico: il suo credo, fatto di lavoro, corsa e 4-3-3, non è a rischio.

 

VITAA Zeman, chiaramente, i dottori hanno consigliato uno stile di vita sano. Quello che si consiglia sempre a tutti, nel momento in cui si decide di sottoporsi a qualsiasi esame medico. Stile di vita sano: e come la mettiamo con il fumo? Sarà difficile pensare che Zeman possa smettere. Difficile, se non impossibile. Tanto che in questi giorni il boemo non ha perso l’abitudine di accendersi la sigaretta con buona frequenza. Già venerdì scorso, a Trigoria, un giorno dopo il piccolo intervento, Zeman stava fumando come se nulla fosse. Ci sta, pensiamo noi. Meglio: ci può stare. E infatti l’obiettivo vero e proprio – raccontano i medici – non è quello di smettere definitivamente, ma sicuramente quello di ridurre il numero giornaliero delle volte che l’accendino viene portato verso la bocca. Questi giorni di vacanza che l’allenatore romanista sta trascorrendo come sempre in Sicilia con la moglie, serviranno probabilmente a provare a limitare il vizio. Di smettere, da ciò che si è capito nelle ore degli eccessi di allarmismo, non se ne parla.
PROVE– Giovedì scorso, durante le visite di idoneità, nella prova di sforzo (cyclette), a Zeman è stato consigliato di fare un esame più approfondito, la cosiddetta coronarografia. Esame che ha evidenziato questo piccolo problema, per il quale tramite l’intervento endoscopico è stato inserito lo stent (divaricaricatore) in un arteria. Ma si tratta ormai di un’operazione di routine, per la quale dopo una notte in ospedale si torna immediatamente alla vita normale. E infatti Zeman ha lasciato il Gemelli la mattina di venerdì. Pronto come sempre: i giorni di vacanza erano già in programma. «E’ pronto e carico» assicurano ancora i dirigenti giallorossi. E proprio come sempre ripartirà tra quindici giorni, quando è fissato il raduno a Trigoria, la “casa” dove il boemo sta per tornare a lavorare dopo 13 anni. L’intervento cui si è sottoposto non limita affatto neanche l’attività sportiva. E comunque un allenatore non ha lo stesso tipo di vita di un giocatore. Sta sul campo, vero, ma non corre e non suda come la squadra.
AVANTI–  Dopo le riunioni dei giorni scorsi, i contatti tra lo staff dirigenziale e Zeman sono continui. In ballo c’è la costruzione della squadra che il 5 luglio partirà per il ritiro di Riscone di Brunico. E proprio il ritiro è la prima scadenza che la Roma ha in testa: in quei giorni, con Zeman, si impara il suo calcio e si mettono ossigeno nei polmoni e forza nelle gambe. Ecco perché la richiesta del tecnico è stata quella di partire con un numero di giocatori idoneo, un organico non lunghissimo e una squadra che sia molto simile a quella che poi affronterà la stagione. Che ripartirà ancora dal 4-3-3. Con una differenza, che sembra piccola ma non lo è: il 4-3-3 sarà zemaniano e non più catalano. I tifosi lo sanno e in 18.000 sono già corsi a farsi l’abbonamento.

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