Zeman attacca Conte e lancia Destro

di Redazione, @forzaroma

(Corriere dello Sport – A.Ghiacci) Non correrà mai buon sangue. Un rapporto che da quindici anni a questa parte vive di tensioni continue. (…) Da certi livelli era uscito anche per la guerra scoppiata dopo le accuse del «calcio delle farmacie», rivolta proprio dal boemo con un obiettivo preciso: la Juventus. Da allora si è passati alle polemiche sugli scudetti bianconeri, all’uscita di scena di personaggi del calibro di Moggi e Giraudo per arrivare all’ultima tappa, fornita dall’ultimo scandalo del pallone di casa nostra: il caso scommesse. Il tecnico bianconero Antonio Conte è stato condannato dalla disciplinare con dieci mesi di squalifica: non potrà andare in panchina e guidare la Juventus. Ma durante la settimana potrà allenare i suoi ragazzi.

 

Conte, nella chiacchierata con Zeman, non è mai nominato ufficialmente. Ma il tema affrontato a un certo punto è proprio quello relativo alle sentenze: «Non lo so – dice Zeman – io fino ad ora non capisco, perché non ho letto le carte e quindi non posso parlare solo in base a quello che si dice. Però penso che si vuole debellare questa cosa bisogna essere più decisi» . Ma è giusto che un giocatore squalificato non gioca, e un tecnico invece possa allenare? «Anche un giocatore squalificato si allena, ma secondo me di fronte a una squalifica a molto lunga penso che non sia giusto che un tecnico possa allenare. Quanto lunga la squalifica? Dovrebbero bastare tre mesi…». Chiaro.

 

SFIDA – La sfida ripartirà da questi presupposti. Già a Brunico, un mese fa, Zeman parlando dei titoli bianconeri aveva confermato quanto detto più volte in passato: «Se rileggo certe carte, tra giornali e libri, dico che anche ventotto scudetti sono troppi…» . Ancora: durante la tournée negli Stati Uniti, un tifoso giallorosso gli ha urlato: «La spacchiamo la Juventus quest’anno?» . E Zeman: «Ci proviamo, ci proviamo…» .. La sfida insomma, non si ferma. L’impressione è che per l’allenatore giallorosso battere la Juventus sia una possibilità che può regalare grande soddisfazione. L’appuntamento è già fissato, non ci sarà da aspettare molto: alla sesta giornata del nuovo campionato, nel week end del 30 settembre, è in programma Juventus-Roma. Ci sarà da divertirsi. E pensare che Zeman, da giovane, quando era poco più che ventenne, simpatizzava per i colori bianconeri, perché lo zio Vycpalek allenava proprio la Juventus. Oggi non sembra voler esserci pace. Nel “contrasto” con la Juve, Zeman gode del totale sostegno dei tifosi della Roma: insieme alla Lazio, e forse anche di più, quella contro i bianconeri è storicamente la rivalità più sentita dai romanisti.

 

 

FORZA – Zeman racconta i suoi punti di vista come sempre: senza particolari freni preimpostati. L’allenatore della Roma sembra avere la forza di chi sa di avere sempre fatto il suo con onestà: racconta, parla, tira fuori l’immancabile ghigno al momento giusto. E’ simpatico, anche. Ieri, nella conferenza di chiusura del ritiro giallorosso di Irdning, ha parlato anche delle polemiche scoppiate tra Napoli e Juve, dopo la sfida di Supercoppa. Alla prima partita ufficiale della stagione subito veleni, non si può vivere senza? «Non ho visto la partita e quindi è difficile per me giudicare. Però sono cose spiacevoli. Ma meglio che succedano subito, così si capisce cosa non si deve fare» . Infine si è parlato anche di Olimpiade. Qual è l’atleta che ha stupito di più Zeman? «Dico Phelps, perchè ciò che ha fatto durante la sua carriera non è riuscito a nessuno e penso che nessuno ci riuscirà»
DESTRO «E’ meglio di Borini Un affare»
Si chiude il ritiro di Irdning e ci si avvia all’inizio del campionato. Zeman è soddisfatto del livello raggiunto dalla Roma: «Sì, perché dovevamo fare un certo tipo di lavoro e ci siamo riusciti. Mi aspetto tanto da tutti. C’è qualche piccolo problema, qualche acciacco, ma in questa fase è abbastanza normale» . A dare le migliori garanzie è soprattutto l’attacco. Un reparto in cui Zeman potrà contare sull’apporto del gioiello che in tanti volevano: Mattia Destro. «Sta accusando un po’ i ritmi di lavoro, perché non era abituato. Ma è giovane e gli farà bene, gli tornerà utile durante il campionato. La Roma, nel cambio tra lui e Borini ci ha guadagnato. Lo abbiamo fatto per una questione tecnica e Destro è più tecnico» . Investitura, un’altra, anche per Osvaldo: «Lui sta bene, non ha problemi, è una forza della natura» . In attacco c’è grande possibilità di scelta. A destra si giocano il posto Lamela e Lopez. Il giovane uruguaiano è pronto? «Dipende da lui e il suo fisico (ancora esile, ndi) non è un problema. Non tutti i giocatori sono grandi, Messi e Giovinco non lo sono. Non è questo il problema» .

 

SCELTE – La Roma ha già una formazione base? Per Zeman, evidentemente sì: «Su per giù c’è un’idea anche sul possibile undici titolare, poi spero che i giocatori che saranno impiegati di meno dimostreranno di poter dare una mano. Ho una rosa in cui ogni ruolo è coperto da due giocatori, poi dipende dal loro stato di salute. Lo scorso anno (in B, ndr) eravamo ventiquattro. Preferisco lavorare con le rose ristrette, senza che ci sia troppa confusione, perché in questo modo si capisce chi fa e se lo fa come lo deve fare. Cambiare tutta la squadra e mettere altri undici tutti insieme non è mai produttivo, non mi piace. Inoltre non abbiamo le coppe e tanti altri impegni: penso che la rosa della Roma sia giusta così» . Ma il direttore sportivo Sabatini ha detto che sta cercando ancora un centrale difensivo, l’unica esigenza individuata: «Oggi considero Romagnoli il terzo centrale, lui ha grandi qualità. Poi se arriverà qualcuno che invece di essere il terzo potrà essere il primo allora sarà meglio per noi» . L’ultimo nome è quello di Marquinhos, giovane. Ma non serve un giocatore importante? «Non ho delle preferenze – dice Zeman – so che stiamo seguendo quattro o cinque difensori centrali, mi auguro che uno venga. E’ normale che l’esperienza ha un conto e la gioventù un altro, spero si riesca a scegliere quello che serve di più a noi» .

 

MOVIMENTI -Nell’ultimo test giocato, a Liezen, Zeman ha schierato De Rossi intermedio destro: «E’ difficile valutare quella partita, perchè eravamo troppo stanchi. De Rossi anche in Nazionale gioca in quella posizione, a destra o a sinistra e lo può fare. Secondo me dipende anche dall’avversario che di volta in volta incontreremo» . I terzini scendono sempre entrambi o Zeman è cambiato un po’, preferendo farne salire solo uno per volta? «Dipende dalla situazione. A Pescara abbiamo fatto qualche gol con il terzino destro che crossava e il sinistro che faceva gol. Ma ci vuole equilibrio» . La Roma, domenica prossima, giocherà contro l’Aris all’Olimpico, nell’ultima amichevole estiva. Forse la squadra può arrivare al Catania con pochi impegni veri nelle gambe: «Ma io ho fatto sempre così – dice Zeman – perché in preparazione ho bisogno di avversarie che ci permettano di fare quello che stiamo costruendo. Poi se devo giocare con una squadra che non lo permette è inutile fare la preparazione» . E Bradley e Dodò come stanno? «Bradley è già a posto e ricomincia con il gruppo da giovedì. Dodò invece ha ancora tanto lavoro da fare»
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