Zamparini: “La Roma troverà un altro Palermo”

di Redazione, @forzaroma

(Corriere dello Sport – P.Vannini) C’è un legame in fondo fra Palermo e Roma. A cominciare dal fatto che Maurizio Zamparini dieci anni fa ha rilevato la società proprio da Franco Sensi.

Metteteci anche la presenza di Sabatini, ex direttore sportivo rosanero ora impegnato nella ricostruzione giallorossa. (…)

Zamparini, lei ha compiuto spesso scelte coraggiose. Che ne pensa di Luis Enrique e del progetto Roma’
«Che è un’idea nuova, interessante, che seguo con attenzione. Luis Enrique è un bell’esperimento per il nostro calcio che, come il paese più in generale, avrebbe bisogno più spesso di ventate di novità. La sua gioventù non mi spaventa, non a caso anch’io avevo preso Mangia. Le perplessità non riguardano l’età ma semmai la provenienza dal campionato spagnolo che è molto diverso dal nostro».

 

Ma la Roma perde un po’ troppo spesso…
«Se per quello anche il Palermo… Il club cercava un ricambio, questo progetto è stato messo in piedi proprio per ripartire. Puntando molto sui giovani grazie alla competenza di Sabatini perchè penso che la Roma non possa contare su grandi capitali. Le va dato tempo, i risultati potranno essere valutati solo fra qualche anno».

 

E il progetto del Palermo a che punto è?
«Per certi aspetti è simile a quello della Roma. Io ritengo di avere una squadra che suppergiù come valori tecnici equivale a quella giallorossa anche se non abbiamo campioni straordinari come Totti o De Rossi. Anche noi siamo molto discontinui, passiamo dal 5-1 sulla Lazio terza in classifica ad una sconfitta interna per 4-0. Ma siamo stati frenati dagli infortuni. Pensate ad Hernandez, che quest’anno ci è mancato moltissimo. Domani potrebbe farcela? Non lo so, me lo auguro ma temo che non sia ancora pronto al 100%».

La partita col Milan l’ha fatta molto arrabbiare…
«Ero dispiaciuto, non mi aspettavo una disfatta così pesante. Il Palermo ha fatto una prestazione disarmante. Niente aggressività, quasi nessun fallo. Errori difensivi clamorosi. E non sono d’accordo sul fatto che la squadra non abbia nel dna la capacità di difendersi. Evidentemente questo è un periodo dell’anno sfortunato per noi, in cui anche Santa Rosalia ( patrona di Palermo, ndc.) è distratta.. L’anno scorso praticamente alla stessa giornata perdemmo 7-0 in casa dall’Udinese…».

 

Dopo due ko di fila, sabato si aspetta un riscatto.
«La Roma mi spaventa ma il Palermo è affamato e ha bisogno dei tre punti. Non possiamo più perdere. Certamente sarà una partita diversa rispetto a quella col Milan».

Questa l’ha giudicata una stagione di transizione. Cosa c’è nel futuro del Palermo?
«L’anno prossimo ci saranno tante novità. Confermo quanto detto nei mesi scorsi, arriverà un dirigente con funzioni operative. Il Palermo ha un presidente vecchio visto che vado per i 71 anni… Io resterò al timone, ma gli scenari potranno cambiare se arriveranno nuovi soci che in quel caso potrebbero portare anche loro collaboratori».

I famosi investitori arabi? Il 13 marzo è fissata la presentazione del suo nuovo centro commerciale a Palermo, alla quale saranno presenti gli sceicchi…
«Io mi auguro che si arriverà ad una soluzione del genere ma non so se ora o più avanti nel tempo. Stiamo lavorando su questo fronte».

Mutti ha un contratto fino a giugno. Un eventuale nuovo allenatore lo porterà il dirigente operativo di cui parlava?
«No, l’allenatore lo suggerirò sempre io, o comunque dovrà avere la mia fiducia. Mutti è sotto esame come tutti, vediamo come va questo finale di stagione. Del resto il progetto della società è chiaro».

Intanto salvarsi. E poi?
«Voglio vedere i giovani in campo, capire quanto valgono le nostre seconde linee che finora non hanno avuto modo di giocare. I Vazquez, i Lores Varela, i Mehmeti. Bisogna dare loro il tempo di crescere ma anche organizzarci per la prossima stagione. Vedere se siamo coperti in certi ruoli. Io sono convinto che il Palermo non abbia bisogno di grandi rinforzi, toccheremo l’organico il meno possibile»

 

Con i giovani in campo, però deve mettere in conto anche qualche sconfitta…
«Certamente, ma vedrete che la squadra farà bene lo stesso perchè i nostri giovani sono di qualità. Non li manderemo allo sbaraglio, accanto a loro ci saranno sempre gli elementi del nucleo portante ad aiutarli».

 

A proposito di vecchia guardia, che ci dice del contratto di Miccoli in scadenza nel 2013?
«Miccoli è la nostra bandiera, la sua conferma dipende più da lui che da noi. Mi pare che abbia voglia di chiudere la carriera con il Palermo e io ne sarei felicissimo»

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