Una storia d’amore lunga otto anni

di Redazione, @forzaroma

(Corriere dello Sport) – Se un campione del mondo di 35 anni archivia l’exploit di Siena tra i momenti più belli della sua vita, la spiegazione va cercata molto oltre alla facciata di un tiro vincente o di un gol decisivo. Simone Perrotta, prima di domenica scorsa, si è sentito per molte settimane un calciatore per forza, un contrattualizzato che non serviva più, un elemento inutile in un progetto di ringiovanimento e di ricostruzione che tendeva a smantellare la Roma del passato. […]

 

 

STATO D’ANIMO – Non aveva niente da rimproverare ai compagni, che gli hanno spesso manifestato il loro supporto durante gli allenamenti (avete visto l’abbraccio di Siena?) e la solidarietà nel periodo in cui era stato escluso dalla preparazione estiva. Non era nemmeno arrabbiato con Zeman, che non pensava di poter contare su di lui quando era stato messo sul mercato. Era (è) invece deluso dai dirigenti, che lo avevano allontanato dal gruppo per aver rifiutato di lasciare la Roma davanti alle proposte di squadre di seconda fascia. A inizio stagione, gli era stato garantito che non avrebbe più messo piede in campo (la prima convocazione gli è arrivata alla quinta giornata, il debutto alla sesta).
FUTURO – Perrotta a fine stagione se ne andrà, perché il suo contratto (rinnovato quest’anno grazie a un accordo raggiunto con la famiglia Sensi) è in scadenza il 30 giugno. E forse addirittura smetterà di giocare. Ma nelle prossime settimane, nei prossimi mesi, si metterà a disposizione della Roma[…]
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