Tutti gli uomini di Zeman…o no?

di Redazione, @forzaroma

(Corriere dello Sport-A.Ghiacci) La discussione è in corso da un paio di mesi, da quando cioè il gruppo è stato ultimato. Questa squadra è adatta al 4-3-3 di stampo boemo? La Roma è stata costruita pezzo per pezzo. Il direttore sportivo Sabatini si è mosso cercando di accontentare il più possibile le richieste di Zeman. Lo stesso allenatore è andato incontro alle esigenze del club. (…) Le difficoltà incontrate finora, però, hanno acceso nuovamente il dibattito. La sensazione generale è che la squadra giallorossa sia carente in alcuni punti che sarebbero fondamentali per giocare un calcio fatto soprattutto di velocità e gioco sulle fasce. In tutti i settori sembrano essere venuti a galla problemi che all’inizio erano soltanto stati ipotizzati. Troppi giocatori abituati a portare palla, quelli che Zeman ha definito «di manovra» . Pochi esterni portati all’attacco degli spazi laterali o alle sovrapposizioni. Pochi attaccanti in grado di tramutare in gol la mole di gioco che si crea, o almeno dovrebbe crearsi. Ma il parere del capo conta e va assolutamente tenuto in considerazione: «Mi fido di questo gruppo, secondo me può giocare il calcio che voglio, stiamo lavorando per questo» ha detto più volte Zeman. Che poi però, dopo Torino, ha detto di «non aver ancora visto ciò che ho in mente» . In realtà qualcosa a tratti la Roma ha già mostrato. Ma ora il momento è pesante, perché il malumore dei tifosi è palpabile, si sente in giro per la città. (…)

PIRIS RIMANDATO Appena arrivato è stato presentato come «un esterno più attento alla fase difensiva». Più un terzino, quindi, che un giocatore propenso all’attacco della fascia di competenza. Già per questo Ivan Piris non può essere considerato adattissimo per Zeman. Ci si può lavorare e tentare di tirarne fuori il meglio. Ma nel frattempo la sfortuna gli si è accanita contro e Zeman lo ha messo da parte. Il dubbio è uno: tornerà utile o è già parte del (breve) passato?
TADDEI BOCCIATO
Come più volte accaduto nelle ultime stagioni non sembrava rientrare nei piani. E, ancora come accaduto, alla fine ha convinto grazie al solito impegno e alla solita professionalità. Rodrigo Taddei non è adatto al gioco di Zeman solo in parte. Infatti si porta dietro un solo, grande, problema: ha già dato il meglio di sé e al massimo può rappresentare una validissima alternativa. Ma per correre dal primo all’ultimo minuto serve un’altra freschezza.
BALZARETTI PROMOSSO
Da anni la Roma non aveva un terzino così. Federico Balzaretti è uno dei fiori all’occhiello dell’ultima campagna acquisti: lo volevano tutte le grandi. E’ il classico esterno sinistro, gioca con lo stesso rendimento in qualsiasi modulo. Lui sì, per Zeman va bene. Ma Balzaretti non potrà mai fare la differenza da solo: per volare ha bisogno che anche il resto della squadra lo faccia. Altrimenti incontrerà sempre delle difficoltà.
DODO’ NON GIUDICABILE
Dovrebbe essere più che adatto al 4-3-3 di Zeman. Dovrebbe, perché Dodò non ha ancora mostrato nulla di sé, se non qualche minuto nel test di presentazione contro l’Aris. E’ alle prese con il completo recupero dopo l’operazione al ginocchio di un anno fa. La buona notizia è che il peggio sembra ormai essere alle spalle: ieri ha lavorato almeno in parte con il gruppo e nel giro di un mese potrebbe essere a disposizione dell’allenatore.
BURDISSO PROMOSSO
Il centrale difensivo con Zeman deve partecipare alla manovra. Nicolas Burdisso da questo punto di vista non dovrebbe avere particolari problemi. In più è uomo-spogliatoio e aggiunge doti caratteriali che in pochi hanno. Il guaio è che ha ripreso con le partite vere solo dall’inizio di questo campionato e la forma non sembra ancora delle migliori. E’ stato fermo quasi un’intera stagione e si vede.
CASTAN PROMOSSO
E’ quello che tra i nuovi finora è andato meglio di tutti. Un acquisto azzeccato. Leandro Castan è stato un vero affare se si pensa al rapporto qualità-prezzo: in giro per il mondo di centrali affidabili non ce ne sono poi tanti. Tecnica, forza e autorevolezza. Sul brasiliano Zeman potrà sempre contare senza nutrire alcun dubbio. A Torino è andato in difficoltà ma già con la Samp si era notato un gesto chiaro: chiedeva l’impegno dei compagni…
ROMAGNOLI FUTURIBILE
Frutto del vivaio di Trigoria, Alessio Romagnoli ha convinto tutti, da Sabatini a Zeman. La Roma ci punterà per il futuro. Difficile dire ora se sia o meno adatto al gioco del boemo: non ha ancora esordito in serie A. Le doti mostrate in allenamento e i complimenti dei compagni sono il suo biglietto da visita. Mancino, grande doti fisiche, potrà garantire un buon futuro alla difesa giallorossa. Più avanti, però.
MARQUINHOS FUTURIBILE
La Roma ne ha curato l’acquisto tenendolo nascosto il più possibile. Il fatto che i tifosi del Corinthians si erano ribellati alla sua cessione lascia immaginare che si tratti di un buon giocatore. Marquinhos però ha soltanto 18 anni e per ora Zeman lo ha provato da esterno destro e non da centrale, ruolo per il quale è stato ingaggiato. Gioca con la vitalità del diciottenne, ma certo le sorti della Roma non possono essere messe nelle sue mani.
DE ROSSI RIMANDATO
Da anni fa il centrale. In questi anni è diventato uno dei migliori al mondo, tanto da far muovere gli interessi di grandissimi club. In Nazionale, con Prandelli, De Rossi ha fatto bene anche l’intermedio. Da regista infatti non è così adatto per Zeman («vorrei che giocasse la palla più velocemente…»). Da intermedio potrebbe esaltarsi anche in zona gol. Ma come prima cosa serve che torni lui, come forma e come voglia.
TACHTSIDIS FUTURIBILE
Lo ha espressamente chiesto alla dirigenza. Ciò significa che Zeman ha visto in Tachtsidis doti che possono andare bene per il gioco che ha in mente. Il greco ha già dato dimostrazione di avere i colpi dell’ottimo centrocampista ma a soli 21 anni e dopo appena quattro partite in serie A non può essere caricato di responsabilità. Fisico, tecnica e visione di gioco: su di lui il boemo potrà costruire qualcosa di buono. Ma con il tempo.
PJANIC RIMANDATO
Rappresenta forse uno dei problemi più difficili che la Roma dovrà risolvere in tempi brevi. Miralem Pjanic non si discute come giocatore, tanto è vero che in estate lo ha chiesto anche il Barcellona. Ma forse non è l’intermedio ideale di Zeman: è abituato a portare palla, perché in possesso di una tecnica di base straordinaria. E’ ancora molto giovane, però: a 22 anni si può imparare a giocare in qualsiasi modo.
FLORENZI PROMOSSO
La Roma lo ha riportato a casa dopo il prestito al Crotone. E ha fatto bene. Alessandro Florenzi è stata la vera sorpresa di questo avvio di stagione. Lui sì che va benissimo per il gioco di Zeman. Corre senza sosta e si inserisce proprio come richiesto dall’allenatore. Il fatto che sia romano e romanista fa il resto. E in più un grande carattere e una testa già da professionista. Come lui ce ne vorrebbero di più: Florenzi non molla mai.
BRADLEY PROMOSSO
E’ stato acquistato per due motivi: perché è un buon centrocampista e perché è statunitense, come la proprietà. Zeman, non appena lo riavrà a disposizione, ci punterà, perché Bradley ha dimostrato di saper giocare tranquillamente in serie A, meglio di tanti altri centrocampisti. Impegno, corsa e carattere le sue migliori doti. Con le quali proverà a conquistare anche la Roma e i suoi tifosi. La sensazione? Il 4-3-3 di Zeman fa per lui.
MARQUINHO PROMOSSO
Le giuste caratteristiche le avrebbe tutte. Corsa, tecnica, capacità di inserimento. In più si è detto più volte che Marquinho con Zeman avrebbe potuto ricoprire i tre ruoli di esterno sinistro: in difesa, a metà campo e in attacco. A Torino però non è stato chiamato in causa (gli è stato preferito Perrotta) perché in allenamento non aveva convinto Zeman. Ma con il modulo del boemo non avrà mai problemi.
OSVALDO PROMOSSO
Zeman lo aveva già allenato a Lecce. A quei tempi fu proprio il tecnico a chiedere l’acquisto di Osvaldo. E infatti la partenza è stata super: gol e gioco, il gioco chiesto dall’allenatore di Praga. E’ uno dei punti di forza della Roma, può giocare anche da esterno e non solo da centravanti. Senza di lui è tutto più difficile. Grande finalizzatore, è naturalmente dotato dei movimenti tipici, del 4-3-3 zemaniano.
DESTRO RIMANDATO
E’ stato l’acquisto più voluto dalla Roma, che per prenderlo ha superato la concorrenza di tutte le grandi del nostro campionato. Mattia Destro non ama giocare esterno, perché nasce centravanti. Ma è forte davvero. E giovane: a 21 anni si può mettere tranquillamente a disposizione del tecnico, sapendo che la cura Zeman non potrà che fargli bene. Presto potrà tranquillamente diventare un intoccabile di questa squadra.
LAMELA RIMANDATO
L’inizio non è stato dei migliori. «Non ho mai visto un attaccante che gioca con le spalle rivolte alla porta avversaria» ha detto Zeman. Che sta provando, a fatica, a trasformarlo in esterno. Ma Erik Lamela nasce trequartista: l’ideale sarebbe lui dietro a due punte, un modulo che per ora a Trigoria non è previsto. Si sta impegnando ma il tempo a sua disposizione sta per scadere. Urge un cambio di marcia.
TOTTI PROMOSSO
Quel ruolo, esterno sinistro d’attacco, lo ha ricoperto, sempre con Zeman, nel biennio che lo ha lanciato come campionissimo. Francesco Totti oggi è ripartito da lì, senza particolari difficoltà. In forma come non mai, ha ripreso le stesse trame di allora. Chiaro che oggi interpreta il ruolo in maniera leggermente diversa, da regista offensivo. Il problema della Roma non potrà mai essere il capitano: può giocare in qualsiasi modulo.
NICO LOPEZ PROMOSSO
Tra gli attaccanti a disposizione è forse quello che ha le caratteristiche più adatte per fare l’esterno d’attacco. Il giovane Nico Lopez ha compiuto 19 anni lunedì, e sta imparando tutto del calcio dei grandi. Ma ha già dato il primo, importante, segnale appena è stato chiamato in causa. La sensazione è che presto, se qualcuno dei titolari non si darà una mossa, potrà rappresentare una bellissima sorpresa.
TALLO NON GIUDICABILE
E’ considerato un centravanti, e quindi dovrà battere sempre la concorrenza di Osvaldo e di Destro. Non sarà facile per Junior Tallo guadagnarsi un po’ di spazio. Ma il fatto stesso che, in un’estate che a Trigoria è stata all’insegna delle “grandi pulizie”, sia rimasto nel gruppo, dimostra che la Roma ci crede. E però davvero difficile, per ora, giudicare l’ivoriano e la sua eventuale adattabilità al 4-3-3. Oggi è il sesto attaccante.

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