Tor di Valle, il nodo variante

di finconsadmin

Realizzazione di nuovi impianti e riqualificazioni di quelli già esistenti; questo è l’obiettivo della nuova legge sugli stadi. Come riporta l’edizione odierna del Corriere dello Sport, la legge non modifica i vincoli in termini di urbanistica. La realizzazione di un nuovo impianto, quindi, dovrà sempre confrontarsi con il piano regolatore e con il percorso burocratico che la nuova legge vorrebbe comunque snellire, ma anche con la nuova legge, prendere in considerazione aree sottoposte a vincoli, allungherebbe notevolmente i tempi tra presentazione del progetto e l’autorizzazione, che invece la legge fisserebbe a 340 giorni. E proprio l’area Tor di Valle, individuata dalla Roma per la costruzione del nuovo stadio, è soggetta a vincoli ambientali, come riporta il Piano Regolatore del 2008. Come recita l’art. 87, tali aree sono destinate «al mantenimento e/o alla messa a dimora di alberature, accompagnate dalla realizzazione di attrezzature sportive e di servizi connessi». L’attuale normativa permette una modifica al Piano Regolatore in due occasioni: la costruzione di aree destinate al residenziale o l’ampliamento delle cubature previste. Ci deve comunque essere una proporzione logica tra l’impianto base e le strutture connesse, per esempio tra la capienza dello stadio e i posti auto per i tifosi. Inoltre, la nuova legge, impone una proporzione tra investimenti e ricavi. Modificare il Piano Regolatore, comporterebbe comunque un allungamento dei tempi anche di due o tre anni. Oltre ai ritmi burocratici, in quell’arco di tempo, il privato e il Comune affrontano nel dettaglio la questione delle opere pubbliche e della ripartizione dei costi. A livello di infrastrutture, nel caso di Tor di Valle si tratterebbe sicuramente di innestare una nuova viabilità sullo svincolo Gra-Strada del Mare e di potenziare la linea ferroviaria Roma-Ostia.

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