Testa e gambe: il gruppo cresce con le lezioni del boemo

di Redazione, @forzaroma

(Corriere dello Sport – A.Ghiacci) – E’ cambiato? Sì, forse un po sì. Ma come si cambia nella vita, crescendo e maturando, acquistando man mano differenti punti di vista. Perché in linea di massima Zdenek Zeman è sempre lui. E c’è tanto di suo nella nuova Roma, la seconda della proprietà americana. Meriti, soprattutto. Ma anche qualche piccolo difetto ancora da limare e che forse non verrà mai perfezionato. La Roma che domenica sera ha battutto il Genoa a Marassi è stata per certi versi una squadra molto zemaniana. Non nello sviluppo del gioco in sé, quanto nel carattere mostrato dal gruppo, sempre pronto a riproporsi in attacco, sempre intenzionato a giocare un calcio propositivo, d’attacco. Non è un caso se oggi il reparto avanzato giallorosso è il secondo migliore di serie A dopo quello della Juventus: 18 gol contro 19.[…]

GESTIONE – Più meriti, comunque. Soprattutto a livello di gestione del gruppo. Due giorni fa, allo stadio Ferraris, è arrivata la controprova che in tanti si aspettavano. Le parole spese dall’allenatore di Praga nei confronti di De Rossi e Osvaldo, arrivate dopo l’esclusione dei due contro l’Atalanta, hanno avuto l’effetto che proprio Zeman aveva immaginato: stimolo più che critica. E il punto è stato centrato: i due sono stati tra i migliori nella seconda vittoria consecutiva della Roma, il centrocampista è tornato a sacrificarsi per la squadra, l’attaccante ha segnato la sua prima doppietta in maglia giallorossa. La mentalità dell’organico, composto per lo più da ragazzi ancora molto giovani, sta crescendo con gli insegnamenti di Zeman: quattro mesi, insomma, non sono passati invano.
TENUTA – Tempo speso bene, quello trascorso da inizio luglio a oggi. Anche dal punto di vista fisico-atletico, ovviamente. Le squadre di Zeman hanno sempre volato, questa Roma comincia a mostrare i frutti del duro lavoro svolto finora. Contro il Genoa i giallorossi, malgrado abbiano messo in mostra i primi pessimi venti minuti che vanno in onda da tre partite a questa parte (Juventus, Atalanta e appunto Genoa), sono riusciti a chiudere la partita in crescendo, dimostrando di avere benzina nelle gambe. Se proprio va trovato un aspetto in cui Zeman non è ancora riuscito a mettere mano come pensa e crede di poter fare, va detto che il gioco della Roma è zemaniano soltanto a tratti. Ma questo non è detto sia un difetto: se questa è la squadra più forte che Zeman abbia mai avuto tra le mani, è chiaro che alcuni componenti del gruppo sono campioni affermati e ovviamente sarà sempre più difficile “chiudere” in uno schema un giocatore di un certo livello rispetto al giovane promettente che però deve ancora spiccare il volo. Ma i lampi, soprattutto quelli visti a Milano, alla seconda giornata in casa dell’Inter, sono stati chiarissimi: erano degni figli del 4-3-3 di stampo boemo. […]
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