Subito gli arbitri d’area

di Redazione, @forzaroma

(Corriere dello Sport) – Ci sono anche loro. E rappresentano un piccolo, grande vanto, termine difficile da accostare quando si parla di arbitri. Però stavolta l’Italia è la prima Nazione al mondo. La prima ad introdurre, nel proprio campionato di massima categoria, gli Additional assistant referee , gli arbitri addizionali (bruttino come termine), gli arbitri d’area, il grande esperimento fortemente voluto da Platini e Collina (ieri a Coverciano, e la differenza con tutti gli altri s’è vista quando ha detto, pugno chiuso e sguardo sui suoi ex colleghi: «Siete grandi: forza!» ) che ha avuto la sua consacrazione agli ultimi Europei di Polonia&Ucraina.[…]

 

 

 

QUATTRO OCCHI IN PIU’ – Da oggi, dunque, sui campi di serie A, vedremo al fianco delle porte due arbitri, che saranno collegati con l’arbitro centrale e con i due guardalinee sia attraverso gli auricolari (nuovi, da un punto di vista della tecnologia), sia con il bip (in caso non funzioni la comunicazione vocale). La loro posizione sarà quella che vediamo anche in campo internazionale: ovvero, si metteranno fra il palo alla sinistra del portiere e l’assistente, in maniera da coprire quel pezzo di campo che altrimenti resterebbe “buio”. L’arbitro, ovviamente, cambierà il suo modo di stare in campo, ovvero ancor più largo. Una novità che necessiterà però di un periodo di rodaggio, non è detto breve. […]
TERZO TEMPO ANTICIPATO – In attesa di capire come funzionerà questa novità (ieri, con i commissari delle Can – Messina, Farina, Serena, Pacifici, Cumbo e Conti – c’era anche il responsabile del settore tecnico Trentalange, tornato dalle Olimpiadi dove era impegnato in un progetto della Fifa), l’Aia, con la collaborazione dell’Assoallenatori (Ulivieri) e l’Assocalciatori (Tommasi), sta studiando la possibilità di un terzo tempo anticipato. Ovvero, «un caffè» come ha detto il presidente Nicchi, per una migliore conoscenza reciproca.
POLEMICA – Nicchi ha anche sottolineato come gli arbitri siano disponibili al tradizionale incontro con allenatori e capitani, «purché non vengano gli allenatori in quinta e i capitani in sesta» ed ha difeso (non è roba per tutti) Mazzoleni, autore di una prestazione-no nella Supercoppa di Pechino: «Non si può chiedere ad un arbitro di non sentire, di far finta di nulla. Non siamo né ciechi, né sordi, non ci stiamo con chi cerca di addossarci la responsabilità di aver rovinato una partita, se questa è rovinata da un professionista che manda a quel paese chi è preposto a far rispettare le regole. Vogliamo essere gli esempi positivi di un calcio dove si vedono risse come a Udine, maglie gettate a terra come a Genoa, premi non ritirati come a Pechino» […]
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